Siria: stretti legami tra Iran e Turchia

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IRAN – Teheran 23/09/2013. Nel corso della visita a Teheran del presidente del Parlamento turco, Cemil Cicek, il 22 settembre, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha detto nessun paese beneficerà continua tensioni e instabilità in Siria, sottolineando l’importanza delle consultazioni con la Turchia sulla questione.

La possibilità di disintegrazione della Siria, la vittoria dei terroristi e persino la continuazione della guerra civile e l’instabilità nel paese arabo non sarebbero vantaggiose per entrambe le parti del conflitto. «La Repubblica islamica di Iran e la Turchia sono due paesi influenti che possono svolgere un ruolo efficace nella regione, in particolare nella risoluzione delle crisi regionali, attraverso una stretta collaborazione e interazione» ha sottolineato Rouhani. Ha poi messo in guardia contro la diffusione dell’estremismo e del terrorismo percepiti come una minaccia per Teheran e Ankara.

Nonostante i loro diversi approcci nei confronti della crisi siriana, l’Iran e la Turchia stanno cercando di raggiungere gli stessi obiettivi cioè la fine dello spargimento di sangue nel paese dilaniato dalla guerra; a tal scopo, Rouhani ha chiesto consultazioni aperte tra Teheran e Ankara per contribuire ad arginare il conflitto in Siria.

Lo speaker del parlamento turco, da parte sua, ha detto che la politica estera della Turchia chiede l’immediata sospensione degli scontri e una soluzione negoziata della crisi. Cicek ha manifestato l’opposizione di Ankara a qualsiasi trattativa con coloro che usano le armi per raggiungere i loro obiettivi, affermando che l’unico modo per trattare con i terroristi è quello di combatterli. Sempre Cicek ha definito il prossimo incontro tra il presidente Rohani e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan a margine della riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, un importante passo avanti per rafforzare i legami bilaterali. Iran e Turchia, infatti, dovrebbero aumentare gli scambi fino ad arrivare a 30 miliardi di dollari entro il 2015. 

Gli ottimi rapporti tra Iran e Turchia sono stati ribaditi, sempre a Cicek, anche dal Presidente del Consiglio per il Discernimento Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. Facendo riferimento ai legami e alla cooperazione tra i due paesi, Rafsanjani ha ricordato che dopo il trionfo della Rivoluzione Islamica l’espansione della cooperazione con la Turchia è stata una priorità assoluta per la politica estera iraniana. Facendo riferimento agli eventi in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Egitto, Tunisia, Siria, Yemen, Bahrein e in altri stati islamici, Rafsanjani ha sottolineato che con grande rammarico gli estremisti compiono azioni sanguinose in nome dell’Islam mentre questo prevede fratellanza, uguaglianza, rispetto reciproco e rispetto per i diritti altrui. Il presidente del parlamento turco , da parte sua, ha detto a Rafsanjani che nonostante molti alti e bassi nelle relazioni, la Turchia è determinata ad ampliare la cooperazione con l’Iran. 

Il 23 settembre, nell’imminenza della partenza per recarsi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Rouhani ha detto che durante la sua visita a New York trasmetterà la voce della nazione iraniana al mondo: «Uno dei principali obiettivi di questo viaggio è quello di presentare una vera immagine della nazione iraniana al mondo». Rouhani ha sottolineato che la nazione iraniana ha scelto la mediazione e la lotta contro l’estremismo vista l’enorme affluenza alle presidenziali del 14 giugno che ha premiato il suo programma.