1516 – Agosto – 2016

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ITALIA – Roma 28/08/2016. Sono giornate all’insegna dei combattimenti in Siria quelle che stiamo vivendo; combattimenti tutti riportati dai social.

L’ingresso della Turchia ha cambiato ruoli e e mosse sullo scacchiere internazionale. Anche se nessuno lo ha scritto e niente è trapelato in rete, sembra che Assad e Erdogan con la mediazione della Russia abbiano un accordo: Assad si riprende il sud della Siria e alla Turchia andrebbe il nord. Naturalmente questa spartizione è una forzatura ma vista dai social, questa potrebbe essere la cronaca di questi giorni e di quelli a venire. La Turchia punterebbe a ricostruire l’Impero ottomano, seguendo la rotta neo-ottomana indicata dal professore, ex premier, Davutoglu, nei suoi scritti. Non a caso Erdogan ha attaccato ISIS lo stesso giorno in cui 500 anni prima gli antenati turchi attaccavano i mamelucchi. Che Erdogan sia un nostalgico, lo dimostra anche, notizia dei giornali del 26 agosto, dell’inaugurazione del terzo ponte sul Bosforo, il ponte Yavuz Sultan Selim, che collega la parte europea della Turchia all’Anatolia. Yavuz Sultan Selim è il sultano turco che creò l’impero ottomano, sconfiggendo i mamelucchi 500 anni fa. I combattimenti si svolgono in modo particolare a nord, nella zona di Jarablous, e a scendere verso Manbij, direzione Raqqa, e ancora ad al – Rai, direzione al Bab. Al – Rai e Jarablous sono da considerare zone particolarmente care a ISIS, così come ai ribelli, perché sono sul confine turco da dove passano i rifornimenti alimentari, armi e uomini per la guerra. Di grande rilevanza strategica quindi. Al Bab e Raqqa, inoltre sono in Siria, le roccaforti di ISIS. Daesh riporta via social che i turchi hanno attaccato i curdi di al Maliki in Siria. A dire il vero, oggi a festeggiare, sono state le coalizioni finanziate e sponsorizzate dalla Turchia ancora in tempi non sospetti all’inizio della rivoluzione siriana. Si tratta di gruppi sunniti che hanno avuto soldi e campi di addestramento a disposizione per molti anni in Turchia, proprio nella zona di Kilis, e che oggi sotto la bandiera FSA hanno riconquistato 6 villaggi, nella zona ovest di Jarablous, raddoppiando di fatto il loro territorio. Da notare che solo due di questi villaggi erano in mano a ISIS mentre gli altri erano in mano a SDF. La Syrian Democratic Force, è un’alleanza formata da curdi, arabi, assiri, circassi, turkmeni, che si riconoscono nello “Stato di Royava” o Kurdistan del nord, o Kurdistan siriano. Da sempre in guerra contro ISIS ma anche contro le forze sunnite come Fatah Halab, sotto il cui ombrello adesso è partita la contro-offensiva contro Assad ad Aleppo. In estrema sintesi i turchi hanno bombardato i curdi siriani. Gli scontri sono oramai in corso da due settimane e il numero dei morti da una parte e dall’altra è elevato. Assad come al solito quando perde lancia bombe. E così oggi ha sganciato quelle barile a Bab al -Nayrab, Aleppo, uccidendo 24 persone. Dalla città città di Jarablous continuano ad arrivare immagini di una ritrovata normalità. Ma anche lo sdegno di alcuni per la bandiera di Jabat al Shamiat portata dai bambini in segno di “liberazione”. A essere indignati sono soprattutto gli attivisti europei che da anni sostengono via social, l’attività dei curdi in loco perché quella sventolata è la bandiera di un gruppo islamico.