Siria: ora si punta all’isolamento delle comunicazioni

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SIRIA- Beirut. L’esercito siriano, il primo dicembre, ha bombardato con dei jet la periferia sud-occidentale di Damasco e la città di Douma nella periferia nord-est della capitale, nel tentativo di stabilire un nuovo perimetro intorno alla città. A riferirlo gli osservatori per i diritti umani e attivisti dell’opposizione all’agenzia AFP.

I ribelli siriani che lottano per rovesciare il presidente Bashar al-Assad si sono scontrati con le truppe nelle zone più popolate del paese. Secondo gli attivisti dell’opposizione sarebbero almeno 40.000 le persone uccise nel corso di 20 mesi rivolta.
Dal Giovedi, gli scontri sono stati segnalati nei pressi del Aqraba e quartieri Babilla nella periferia sud-est di Damasco, che portano all’aeroporto internazionale, di fatto hanno chiuso la strada che conduce a EgyptAir e sono stati sospesi i voli di Emirates. L’aeroporto di Damasco alla fine è stato chiuso, anche se una comunicazione ufficiale della tv di stato diceva il contrario. 

Ora la preoccupazione è l’isolamento delle comunicazioni.Sempre più spesso vengono colpiti i servizi internet, in alcune aree l’isolamento da internet  dura da circa tre giorni. Gli esperti della rete accusano il governo di tagliare Internet, ma Damasco accusa i “terroristi”, un termine che utilizza per definire l’opposizione. Secondo altri rumors l’intento del governo centrale è quello di isolare Damasco dalla periferia per tornare ad averne il controllo. I ribelli però si sono organizzati con le comunicazioni satellitari radio e skype per portare avanti la rivolta. Gli attivisti hanno segnalato scontri e scioperi aeree nelle province di Homs, Deir al-Zor, Idlib e ad Aleppo, alla Reuters i ribelli hanno detto che il primo dicembre 14 combattenti ribelli sono stati uccisi durante un assalto a una base militare nella città di Khanasser.