Siria. Psyops on air

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SIRIA – Damasco 21/12/2013. La guerra in Siria è anche mediatica. La vecchia e cara radio è tornata ad essere un’arma formidabile nell’influenzare e rafforzare le posizione dei sostenitori della parte “ribelle”.

Un gruppo di attivisti a Kafrnel ha iniziato le trasmissioni di Fresh FM, nuova presenza nel fronte dei media dell’opposizione del paese. Riporta al Hayat, che la radio ha lo scopo di «trasmettere la cultura della rivoluzione assieme alla consapevolezza culturale, la sua copertura delle battaglie è un mezzo per ottenere la fiducia e attirare ascoltatori. È il modo più importante per trasmettere notizie precise invece di tweet o altro».

Il personale della radio è fatto da  attivisti che sono stati addestrati sui concetti di base del funzionamento di una radio e che si affidano alla propria iniziativa personale. «La trasmissione diretta e accurata delle notizie alle forze Fsa solleva il morale dopo le vittorie su altri fronti» prosegue il giornale. Faris ritiene che la trasmissione non è temporanea – è assolutamente necessario per la continuazione della rivoluzione . Obiettivo del gruppo è sviluppare una stazione televisiva e poi, un’agenzia di notizie. Decine di trasmissioni radiofoniche sono fiorite attorno alle regioni liberate della Siria; la maggior parte vanno in FM con programmi a contenuto prevalentemente politico che 

riguardano le diverse dimensioni della rivoluzione e dello stato di rifugiati. Simili stazioni sono dei facioli obiettivi per le forze regolari data la facilità con cui si possono determinare le loro posizioni. Alcune poi trasmettono da fuori Siria nei paesi vicini, alcune si affidano a Internet per trasmettere i loro programmi, altre ancora utilizzano antenne poste nelle zone libere anche se mantengono la loro sede in un paese vicino. Watan Fm, fondata a Damasco nel 201, si è trasferita a Istanbul nel gennaio 2013.

Watan FM oggi «possiede 6 stazioni Fm nella campagna di Damasco, a Idlib, a Aleppo, a Homs e Daraa». I suoi programmi programmi variano dalle news, alle questioni politiche e sociali alle prospettive rivoluzionarie. Vista la scarsità di elettricità nelle regioni libere, le radio lavorano con l’energia solare. La Radio come mezzo di comunicazione viene subito dopo la televisione in termini di influenza e la gamma e così, insieme a ragioni logistiche e di sicurezza , il movimento della Siria libera si affida alla radio nel fornire il proprio messaggio al siriani. Il gruppo radiofonico Rayah ritiene che i programmi radiofonici più recenti debbano essere molto probabilmente destinati ad un pubblico rurale perché la maggior parte delle regioni che ricevono le trasmissioni sono rurale e i programmi trasmessi devono essere adattati ai loro gusti. Per quanto riguarda i programmi trasmessi da Rayah, si tratta di trasmissioni destinate a potenziare l’identità siriana e hanno come target le «preoccupazioni della gente». La stazione trasmetteva  dalle torri di Jabal al-Turkman, saccheggiata ora da Isis e per questo le trasmissioni proseguono via internet. Sham Fm, fedele al regime, ha invitato i ministeri della comunicazione e dei media per rimirare il panorami mediatico. Radio Alaan, radio libera, ha condotto uno studio nei campi profughi del nord della Siria per capire la penetrazione di questi nuovi-vecchi media: il 52% degli intervistati segue i notiziari in base alla presenza di energia elettrica nel campo; non deve sorprendere il dato secondo cui il 45% degli abitanti del campo ha ricevuto notizie attraverso il classico passaparola. Le notizie via internet e giornali sono completamente inesistenti tra gli abitanti del campo; il 27% ascolta la radio in assenza di telefonia mobile e di collegamento, mentre il 22% ascolta la radio su telefoni cellulari.