SIRIA. Per la prima volta Damasco raziona la benzina

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Lunghe code stanno ostacolando il traffico nella città di Damasco, mentre il governo siriano inizia a razionare la benzina per la prima volta nella storia del paese.

Il governo ha introdotto una nuova “Smart Card”, che fissa il consumo a 450 litri di benzina al mese per ogni automobile, indipendentemente dalle dimensioni. A partire da questo mese, solo i possessori di smart card saranno in grado di riempire le loro auto al prezzo attuale della benzina, che è di 4.500 sterline siriane per tanica, pari a 9 dollari. Anche se questo tasso è sovvenzionato dallo Stato, segna un aumento del 1.000% rispetto al costo antecedente al 2011, quando i serbatoi di benzina potrebbero essere riempiti solo per 500 sterline siriane.

Prima della guerra, 500 sterline siriane equivalevano a 10 dollari, quindi il prezzo di un serbatoio in valuta estera non è cambiato molto; ma la popolazione continua a vivere usando sterline siriane, non dollari Usa, riporta Asia Times. Si tratta di un prezzo ora fuori dalla portata di molti, in un paese dove la benzina era sempre disponibile perché la Siria produceva 385.000 barili di petrolio al giorno. 

Chi non ottiene una Smart Card, gratuita, o non la rinnova periodicamente dovrà acquistare il combustibile ad una “tariffa a costo libero” non ancora fissata dalle autorità siriane, ma che dovrebbe essere il doppio del prezzo attuale. La Smart Card ha scatenato il ridicolo e il dispetto tra i siriani che vedono lo stato come una ulteriore complicazione alla loro già difficile vita; ma stanno comunque facendo in modo di procurarsela.

La smart card è solo l’ultimo tentativo delle autorità siriane di combattere la penuria di benzina dovuta alle perdite di territorio, alla cattiva gestione e alle sanzioni internazionali. La Siria è oggetto di sanzioni dell’Unione Europea da otto anni, e da novembre 2018, sente l’impatto delle sanzioni statunitensi sull’Iran, unico fornitore di benzina in tempo di guerra.

All’inizio del 2017, il primo Ministro siriano Imad Khamis ha cercato di contrastare la crisi, costringendo il settore pubblico a ridurre il consumo di benzina del 50%, con l’eccezione delle ambulanze e dei veicoli del ministero della Difesa.

L’ingresso alle stazioni di servizio è regolamentato, e i soldati sono autorizzati ad arrestare gli addetti che riempiono auto i cui proprietari non hanno una smart card.

Antonio Albanese