SIRIA. La Turchia vuole distruggere Daesh… peccato lo stiano già facendo i curdi

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Sta continuando il ritorno dei rifugiati siriani dai paesi vicini, in particolare nelle aree sotto controllo del governo siriano. Si apprende, via social, che sono 1113 i rifugiati siriani tornati nelle loro case da Giordania e Libano in 24 ore. Il ministero degli Affari esteri giordano ha poi indicato che sono iniziate le trattative per smantellare il campo di Al Rukban.

Il presidente turco Recep Tayip Erdogan ha fatto nei giorni scorsi diverse dichiarazioni sul destino della zona a est dell’Eufrate. Erdogan ha promesso prima di tutto di eliminare i terroristi di Daesh in Siria a breve. Certo è che forse arriva un po’ tardi per lottare contro Daesh visto che i curdi stanno battagliando con Daesh per strappargli le ultime posizioni territoriali. A riguardo, Erdogan ha indicato che lo YPG ha permesso ai membri di Daesh di uscire dalle zone sotto conflitto con facilità e questi si sono recati essenzialmente in Turchia.

Peraltro, come hanno riferito alcuni account locali, Ankara mira di fatto a formare delle zone di sicurezza per far tornare a casa i quattro milioni di rifugiati siriani presenti in Turchia e porli sotto il controllo delle milizie che dirige e sostiene. Secondo Erdogan, 300mila siriani sarebbero già tornati a casa. Non tutti sembrano però entusiasti del governo delle milizie filo turche, anzi. 

Anche Teheran manifesta il suo interesse verso l’area. Il Vice presidente iraniano Eshagh Jahangiri visiterà a breve la Siria per incontrare Assad e parlare di espansione dei rapporti e accelerare il processo di cooperazione politica, economica e culturale tra Teheran e Damasco.

Nel frattempo, sono state postate alcune foto delle pattuglie congiunte russe e del Consiglio militare di Al Bab lungo il confine  a est della città. Il Consiglio era  stato formato dalle forze curde in vista della liberazione della città da Daesh prima che avvenisse da parte dei turchi. Di fatto questo dimostra come i russi e i curdi abbiano consolidato le loro posizioni e la loro attività nell’aerea bloccando la possibile avanzata turca su Manbij. 

A proposito di Manbij, si apprende che truppe americane stanno continuando a pattugliare la zona nonostante le dichiarazioni di ritiro. Nella zona di Raqqa, le SDF a guida curda hanno deciso di prolungare il coprifuoco a Al Mansoura e aree adiacenti di altre 72 ore. Nel frattempo però, sono in aumento le proteste con i locali che non riescono ad ottenere medicine e carburante per riscaldamento.  

Nonostante la propria presenza in Siria sia agli sgoccioli, almeno il controllo territoriale a est dell’Eufrate, Daesh continua a mostrare la propria capacità di portare avanti attività di guerriglia nelle zone sotto controllo curdo, rivendicando operazioni compiute contro il PKK in diverse località nell’area di Dhibban.

Redazione