Siria, Iran e Usa nel futuro del Ccg

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USA – New York 05/10/2013. Il Consiglio di cooperazione del Golfo intende continuare il dialogo sul caso siriano e sulle armi chimiche ed inoltre intende trasformarsi, dietro proposta sudita, in una entità unica internazionalmente riconosciuta come tale.

Ad affermarlo è il segretario generale del Ccg, Abdul Latif bin Rashid al-Zayani, in un’intervista rilasciata al quotidiano Al- Hayat, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. 

Per quel che riguarda la proposta saudita di rendere il Ccg  una entità internazionale, e quindi un nuovo attore geopolitico dell’area, Zayat ha affermato che la proposta saudita è «in linea con le disposizioni dell’articolo IV dello Statuto del Ccg in materia di coordinamento, integrazione e interdipendenza tra gli Stati membri in tutti i campi, fino ad arrivare all’unità. Il re saudita ha lanciato la sua iniziativa per passare dalla fase della collaborazione alla fase dell’unione in una singola entità. Un paio di studi sono stati condotti e un gruppo è stato formato in questo senso. I risultati degli studi sono stati presentati al Consiglio dei Ministri e al Consiglio Supremo. Il Consiglio dei Ministri è stato incaricato di proseguire le discussioni, tenendo colloqui bilaterali con i paesi del Ccg, raccogliendo raccomandazioni e suggerimenti per un vertice che si terrà a Riyadh. Le consultazioni sono ancora in corso tra gli Stati membri».

Di fronte agli sviluppi del rinato dialogo Usa-Iran, che potrebbe indebolire la rilevanza strategica dei Paesi del Golfo, Zayani è molto chiaro: «Non abbiamo visto nulla, ma se Dio vuole, questo sarà un passo avanti che può contribuire a risolvere qualsiasi crisi. Crediamo nel dialogo, e noi crediamo che la soluzione ai problemi debba avvenire con mezzi pacifici e con il dialogo. Questo è uno dei principi del nostro lavoro nel Ccg, e speriamo che la questione siriana, la crisi siriana, sarà risolta e che il bagno di sangue, provocato da armi chimiche o da altri mezzi, venga interrotto. Noi non vogliamo ridurre la questione al solo armi chimiche (…) Non abbiamo un progetto specifico, ma ci stiamo sforzando per fermare lo spargimento di sangue in Siria. Stiamo facendo sforzi per risolvere la crisi con la Lega araba e attraverso gli Stati membri della Lega Araba. Questo è il nostro obiettivo: risolvere la crisi e soddisfare le aspirazioni del popolo siriano (…) ci stiamo dirigendo verso una soluzione politica, un processo politico basato sui principi di Ginevra I, e sosteniamo l’opposizione nelle sue legittime richieste e nei suoi sforzi per raggiungere una soluzione politica in modo che l’opposizione possa negoziare al tavolo della pace. Il nostro supporto è continuo per il popolo siriano. Siamo interessati alla sicurezza, alla stabilità e all’unità della Siria. Questi sono gli obiettivi dei paesi del Ccg (…) Tutto il lavoro e gli sforzi vengono effettuati tramite la Lega Araba. In Yemen, siamo intervenuti direttamente, perché il paese ci ha chiesto di farlo. Abbiamo agito come Ccg, e la Lega araba ci ha dato un supporto costante». Per quel che riguarda la nuova posizione iraniana Zayani è stato altrettanto chiaro: «Accogliamo con favore la retorica iraniana. Il discorso del presidente Hassan Rouhani è positivo e i paesi del Ccg hanno sempre teso la mano per risolvere tutti i temi attraverso il dialogo, il consenso e la cooperazione. Ora assistiamo a discorsi positivi, speriamo che azioni efficaci seguano le parole». Siamo di fronte ad aperture importanti fatte dal rappresentante di una struttura regionale politica a prevalenza sunnita verso un paese, ed una potenza regionale sciita, strategicamente importante che sta riaffermando il suo ruolo con una nuova politica di appeasement utile a sciogliere i nodi politici, interni, e geopolitici, esterni.

Il prossimo vertice Ccg in Kuwait potrebbe iniziare a fornire delle risposte.