SIRIA. In fiamme i campi di grano e orzo. È la nuova guerra di ISIS

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Nelle zone in cui il conflitto siro-iracheno si è placato, stanno imperversando una serie di incendi che hanno devastato i campi di grano e orzo, compromettendo il raccolto di un’annata che prometteva bene.

Gli incendi di ordine dolosa sono stati attribuiti a Isis, alle forze governative siriane in lotta per sconfiggere altri gruppi armati, al crimine comune e così via. Migliaia di ettari di campi di grano e orzo sia in Siria che in Iraq sono stati bruciati dagli incendi durante la stagione del raccolto, che dura fino a metà giugno. I militanti islamici starebbero attuando la tattica della terra bruciata nelle aree da cui si ritirano o dove vengono sconfitti. 

La paternità Daesh è stata rivelata nel loro settimanale, al-Naba, dicendo di aver preso di mira aziende agricole appartenenti ad alti funzionari in sei province irachene e nella Siria orientale amministrata dai curdi, evidenziando la persistente minaccia del gruppo anche dopo la sua sconfitta territoriale. Vi si dice che Daesh ha bruciato le fattorie degli «apostati in Iraq e nel Levante (…)Sembra che sarà un’estate calda che brucerà le tasche degli apostati e i loro cuori come hanno bruciato i musulmani e le loro case negli ultimi anni», recita l’articolo.

Centinaia di ettari di campi di grano intorno a Kirkuk nel nord dell’Iraq sono stati dati alle fiamme. Diversi campi di grano nel distretto di Daquq nel sud di Kirkuk hanno bruciato per tre giorni consecutivi la scorsa settimana. I militanti islamici poi hanno piantato delle mine nei campi prima di darli alle fiamme, così quando gli aiuti sono arrivati, ci sono saltati sopra, mietendo le loro vittime. 

Ap riporta i dati dell’Osservatorio siriano per i diritti umani: bruciati più di 30.000 ettari di terreni agricoli ad Hassakah, Raqqa e fino alla provincia di Aleppo a ovest. Viene accusato anche il governo siriano, che in passato guadagnava milioni con il commercio del grano nella Siria orientale, per minare l’amministrazione guidata dai curdi, che ora opera indipendentemente dal governo centrale.

Le stime dei contadini locali suggeriscono che quasi 10mila ettari nella provincia di Raqqa sono stati dati alle fiamme; a Idlib, è stato stimato che ben il 60% dei 75.000 ettari di grano e orzo sono stati bruciati, mentre oliveti e pistacchi sono stati in gran parte risparmiati.

Graziella Giangiulio