SIRIA. Impedito ai civili di uscire da Ghouta, est di Damasco

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Continuano, senza tregua, i bombardamenti delle forze di Assad e suoi alleati, nonché di HTS sulla zona damascena orientale. Altre otto persone, di cui due bambini, sono rimaste ferite da missili sparati a est di Damasco sul quartiere residenziale di Jaramana.

La situazione sulla zona est di Damasco, continua a rimanere molto delicata. Anche se Jaish al islam ha accettato la tregua proposta dalla parte russa, si è comunque rifiutata di far uscire i civili tramite i corridoi umanitari. Nel frattempo il SAA ha aperto un nuovo fronte su Harasta ed è avanzato nella parte fortificata nella zona di Hawsh Dawahirah; la zona di Kafr Batna, pesantemente bombardata è distrutta.

HTS e altri gruppi alleati hanno colpito con cinque missili i corridoi umanitari per i civili al fine di impedirgli di uscire e tenerli come scudi umani nella zona a est di Damasco, aggravando ancora di più la situazione umanitaria.

Nel corso della giornata di tregua, vi sono stati rinnovati attacchi aerei del governo siriano, molto probabilmente contro quei gruppi e quelle zone che il governo di Assad considera terroristi, praticamente tutti.

Altro fronte rovente è quello del Cantone di Afrin, dove continuano gli scontri, nonostante le forze turche abbiano apparentemente rallentato gli attacchi. Due civili sono stati uccisi e altri nove feriti in bombardamenti turchi sul Cantone di Afrin, in una nuova violazione della risoluzione 2401 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La sensazione è che la Turchia abbia ottenuto il suo obiettivo primario, che era di costruire una zona cuscinetto all’interno della zona del Cantone di Afrin, anche per vedere le reazioni del governo siriano, della Russia e dell’Iran. Si vedrà ora quali saranno le mosse turche a breve, anche sulla base di quanto avviene a nord di Deir Ez Zor tra curdi e governo siriano.

In effetti, sono stati registrati nuovi scontri tra SDF e forze siriane e alleate all’entrata nord di Deir Ez Zor, riva sinistra dell’Eufrate. L’obiettivo siriano è sempre stato chiaro: riprendere sotto il proprio controllo i due giacimenti di gas più importanti del paese Conoco e Omar, che sono ora sotto controllo delle SDF. 

Redazione