SIRIA. Il Su35 russo è andato oltre le aspettative russe

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La Russia ha più volte sottolineato che usa il territorio siriano per testare le sue armi, aerei, artiglieria e razzi, in un teatro complesso quello della guerra civile siriana. In più di un’occasione gli stessi americani hanno ammesso che i piloti russi, ad esempio, hanno accumulato più esperienza di volo da combattimento dei piloti Usaf

L’ultimo campanello di allarme è arrivato dal The National Interest, rivista made in Usa. Secondo questa rivista, il caccia russo di quarta generazione “Su-35” si è dimostrato più efficace e di successo di quanto l’esercito russo si aspettasse, sottolineando che il Su-35 è stato finora in grado di ritardare gli sviluppi del caccia di quinta generazione Su-57.

Il Su-35 è stato inizialmente progettato come modello di transizione per garantire le capacità dell’aeronautica spaziale russa durante il primo decennio di questo secolo, fino al lancio della produzione commerciale dei caccia Su-57; ma il Su-35 ha dimostrato la sua alta efficienza e abilità e la sua capacità di svolgere molteplici funzioni in Siria: «I primi caccia Su-35S sono arrivati alla base aerea russa di Khmeimim nel 2016, relativamente tardi nella guerra civile siriana. Hanno svolto bene il loro ruolo di copertura per gli aerei da combattimento russi durante le missioni di bombardamento contro gli obiettivi dell’opposizione siriana, ma anche in questo caso non ci sono state minacce immediate di spazio aereo per le forze siriane russe all’inizio del 2016. Il Su-35S si è quindi limitato a un ruolo di deterrenza aerea in una disputa diplomatica in corso tra Mosca e Ankara che si è conclusa solo nella seconda metà del 2016 (…) Dai primi giorni del conflitto fino al 2019, la situazione in Siria ha permesso di utilizzare il suo territorio come base per testare e addestrare una nuova generazione di forze russe» tanto che l’esercito russo starebbe probabilmente considerando di utilizzare il Su 57 come “investimento a lungo termine”». 

Oggi, il potere aereo continua ad essere l’ingrediente militare cruciale per il mantenimento delle “zone di de-escalation” russe nella zona occidentale della Siria, e nei bombardamenti intermittenti contro gli sbandati dell’opposizione e gli obiettivi dell’Isis.

In precedenza, il ministro della Difesa russo, Sergei Shoygu, aveva rivelato le “leasson learned” dall’esercito russo in Siria, considerando che le nuove sfide affrontate dall’esercito russo in quel teatro hanno richiesto che Mosca aggiornasse alcuni tipi delle sue armi moderne, compresi i missili Caliber.

In questo contesto, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha offerto al Trattato di Sicurezza Collettiva la disponibilità della Russia a condividere le sue esperienze in Siria con gli Stati membri, chiedendo un’azione congiunta contro il terrorismo.

Antonio Albanese