SIRIA. Il Libano si oppone alla normalizzazione 

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Stanno risorgendo i social filo Assad. Una serie di account filogovernativi hanno asserito che Israele abbia finanziato alcune organizzazioni terroristiche all’interno della Siria per proteggere i suoi confini cercando quindi di contenere i successi di Hezbollah. 

La Giordania, invece, chiede di smantellare il campo di Rukban e chiede ai residenti siriani di ritornare alle loro case. Sempre account social filo governativi su Twitter hanno postato foto dell’agenzia di stampa Irna, iraniana, che mostrano come le armi Usa siano poi finite da gruppi come l’Fsa in mano a Isis o al Qaeda. Si tratta di centinaia di Atgm e dozzine di Manpad, la critica è verso gli Stati Uniti, ritenuti i maggiori responsabili di tanta distruzione. La Turchia si prepara già alla seconda stagione della Siria, senza per altro aver concluso la prima, il ministro per gli Esteri turchi Mevlut Cavusoglu ha detto nei giorni scorsi : «In pochi giorni daremo vita alla Commissione costituzionale siriana», senza far capire con chi e in che termini, a sparigliare le carte poi ci ha pensato Recep Tayyip Erdogan che è tornato a montare in sella a un suo eterno cavallo di battaglia: «La nostra pazienza ha un limite, i terroristi devono lasciare Manbiji», intendendo con terroristi i curdi e le cellule di ISIS rimaste; sempre Erdogan, riportano i media e i social, si è lamentato del fatto che gli USA ad oggi non hanno fornito un piano per la creazione della zona di sicurezza. 

Nel frattempo Assad ha asserito che è nell’interesse del governo siriano e un suo dovere mantenere la sicurezza delle forze iraniane sul territorio siriano. Chi proprio invece non vuol sapere di normalizzazione siriana, contrario a ogni forma di spartizione tra gli attori che stanno giocando un ruolo cruciale: Turchia, Iran, Curdi, Assad, Stati Uniti è il politico libanese Samir Geagea, maronita, presidente del partito Forze libanesi, che starebbe bloccando la normalizzazione della Siria. 

La storia politica e personale di Geagea parla da sola della sua avversità verso Damasco. Una serie di post fatti circolare in maniera virale, riprendono una serie di notizie uscite sui media libanesi. secondo cui il parlamentare ed ex generale Wehbe Qatisha ha dichiarato che il suo partito, quello cioè guidato da Geagea, avrebbe fatto tutto il possibile per bloccare qualsiasi tentativo di normalizzazione con la Siria: «Se la politica statale prevede il riconoscimento del regime siriano, le Forze Libanesi disapproveranno ed esprimeranno riserve, perché lo status dello Stato siriano non è ancora determinato, né dalla Russia, né dall’Iran, né dalla Turchia (…) Se vogliono fare di questo problema una causa, noi saremo pronti», ha detto Qatisha in un’intervista televisiva. 

Guidato appunto da Samir Geagea, il Partito delle Forze libanesi continua ad essere uno dei più strenui oppositori della normalizzazione con il governo siriano, nonostante i ripetuti appelli di diversi politici a ristabilire pieni legami.

Redazione