Il Consiglio Nazionale Siriano dice no al dialogo

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SIRIA – Damasco 14/10/2013. Il 13 ottobre il Consiglio Nazionale, gruppo chiave della Coalizione nazionale della Siria, si è opposto sulla partecipazione della stessa Coalizione alla conferenza Ginevra 2, e nell’eventualità si prendesse una decisione diversa il Consiglio uscirebbe dalla Coalizione.

Russia e Stati Uniti da tempo stanno spingendo per portare il governo siriano e l’opposizione ad un tavolo di dialogo per raggiungere una soluzione politica alla crisi interna del paese, ma il presidente del Consiglio nazionale, George Sabra, sostiene che la partecipazione alla Conferenza avrebbe l’unico scopo di nascondere il fallimento della politica internazionale, e comunque in queste condizioni e senza un passo indietro da parte del Presidente Assad non intendono dare spazio ad una intesa. Mentre c’è l’alt da parte di un gruppo interno alla Siria, Cina e Russia continuano a sostenere l’ingresso dell’Iran ai lavori di Ginevra 2 e lo stesso Lakhdar Brahimi inviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria rafforza positivamente questa proposta. Sembra quasi che una nuova Penelope tessa il giorno, ma stavolta a rendere vano il suo lavoro la notte è sempre qualcun altro.  

Intanto la Russia si sta muovendo in tutto il Medio Oriente per intessere una strategia di stabilità della regione. È chiaro che gli interessi in gioco sono davvero tanti e la necessità di essere l’interlocutore più accreditato in questo momento fa di Mosca uno dei leader indiscussi nella gestione delle problematiche della Mezzaluna fertile. Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un incontro con il suo omologo kuwaitiano  Mohammad Sabah Al-Salem Al-Sabah ha anche condiviso le sue preoccupazioni riguardo alle eventuali provocazioni che potrebbero giungere al processo di disarmo in Siria. In sostanza il ministro ha dichiarato che alcuni paesi terzi starebbero preparando ribelli siriani all’utilizzo di armi chimiche in Afghanistan e che la Siria potrebbe apparire come mandante di eventuali attacchi. Questa formazione sospetta si starebbe attuando nei territori afghani che non sono sotto il controllo del governo di Kabul. 

Secondo Lavrov alcuni rapporti indicherebbero che il fronte di al-Nusra, fortemente legato ad al-Qaeda,  considerata una delle parti più attive che sta combattendo contro il governo di Assad, avrebbe in programma il contrabbando di composti tossici per organizzare attacchi terroristici, assoldando specialisti anche dai territori iraqeni. Quello che si vorrebbe evitare, secondo il ministro russo, è l’interruzione del processo di smaltimento delle armi chimiche siriane e procedere senza ostacoli alla pacificazione della regione.