SIRIA. È vivo il mastermind dell’attentato a Charlie Hebdo?

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Un militante dello Stato islamico legato al mortale attacco del 2015 condotto contro  il settimanale francese Charlie Hebdo potrebbe essere ancora vivo, lo ha detto l’esercito iracheno, la settimana scorsa, ripreso da Reuters.

È stato detto dalla Difesa Usa che Boubaker el-Hakim era stato ucciso nel mese di novembre 2016, in un attacco di un drone statunitense a Raqqa, capitale de facto dello Stato Islamico in Siria.

L’intelligence irachena ha però fornito informazioni all’aviazione siriana di effettuare una serie di attacchi in alcuni luoghi in Siria, presunte basi dello Stato islamico, tra cui uno che si pensa appartenga a el-Hakim, riporta un comunicato dell’esercito iracheno.

Gli aerei dell’aeronautica siriana del presidente Bashar al-Assad hanno preso di mira diverse località a Raqqa e Albu Kamal, vicino al confine con l’Iraq, dice il comunicato, senza indicare l’ubicazione del quartier generale di el-Hakim o la data delle incursioni.

Un portavoce militare iracheno ha detto che il quartier generale di el-Hakim è stato distrutto, ma non era chiaro se fosse stato ucciso o meno lo sceicco Daesh.

Nel 2015, l’Iraq e la Siria istituito un comitato congiunto con la Russia e l’Iran, i principali sostenitori stranieri di Assad, per condividere l’intelligence sullo Stato islamico.

Si pensa che El-Hakim sia coinvolto nella pianificazione dell’attacco, avvenuto nel gennaio 2015, contro la redazione di Charlie Hebdo, settimanale francese noto per le sue copertine satiriche che ridicolizzano i leader politici e religiosi.

Due militanti islamici hanno fatto irruzione durante la riunione di redazione del settimanale, facendo fuoco, uccidendo 17 persone. Un altro militante successivamente dopo aver ucciso un poliziotto, ha preso degli ostaggi in un supermercato, uccidendo quattro persone prima che la polizia lo eliminasse.

Le due capitali del Califfato Daesh sono oggi sotto attacco della Coalizione internazionale.

Nell’ultimo numero on line di An Naba, settimanale dello Stato Islamico, viene pubblicata una infografica sui sei mesi di battaglie a Mosul. Questi i dati: oltre 9100 uomini uccisi e migliaia di feriti; 1675 veicoli militari distrutti di cui 879 Humvee; 585 veicoli diversi; 125 BMP; 47 Abrams; 39 carri armati russi; 402 veicoli disabilitati; 52 droni danneggiati o inutilizzabili; 7 elicotteri.

Luigi Medici