SIRIA. È uzbeka la prima PMC jihadista

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Opererebbe in Siria la prima Pmc che addestra combattenti al jihad. Si tratterebbe della Malhama Tactical.

Malhama Tactical, riporta il blog The Fire Arm, si compone di 10 combattenti ben prevalentemente di origine uzbeka e centroasiatica.
Malhama promuove le sue attività commerciali on line su diverse piattaforme social, sia russe che occidentali. Fino ad oggi il gruppo ha incentrato la sua attività principale, l’addestramento, nella lotta per rovesciare il regime di Bashar al-Assad e la sua sostituzione con un governo islamico.

Creata nel maggio 2016, Malhama avrebbe combattuto con e formato Jabhat Fateh al-Sham, prima Jabhat al Nusra,  e il Partito islamico del Turkestan.

La Malhama, ora si starebbe spostando verso altri mercati come la Cina e i Myanmar; oltre che tornare a casa, cioè a combattere i russi in centro Asia e nel Caucaso e per questo avrebbe messo addirittura annunci di lavoro su Facebbok, come ricorda Fp.

La Pmc jihadista avrebbe come leader un 24enne uzbeko Abu Rofiq, che in una “intervista via Telegram” con Fp avrebbe detto di essersi trasferito da giovane dall’Uzbekistan in Russia, dove si è arruolato nella Vozdúšno-desántnye vojská, le Truppe Aviotrasportate, unità d’élite delle forze armate russe, conosciute come i Berretti blu.
Nel 2013, Abu Rofiq avrebbe lasciato la Russia per la Siria dove, invece di entrare in un gruppo, avrebbe fatto il giro di diversi gruppi per poi fondare Malhama nel 2016.

La sua formazione non sarebbe a buon mercato: 800 dollari a uomo e gli operatori di Malhama Tactical avrebbero, a volte, anche agito come forze speciali per i diversi gruppi jihadisti: a settembre 2016, per il Partito Islamico del Turkestan per aiutarlo a respingere un attacco regime di Assad a sud di Aleppo.
Le sue pagine social hanno grande successo tanto che vi si possono trovare commenti provenienti da Siria, Donetsk e altri teatri. Abu Rofiq, nella sua intervista, insiste di non essere un mercenario: il suo gruppo opera in nome di un’idea: il jihad contro Assad.

Alla domanda se hanno o meno le potenzialità vantate nei social, risponde un passo di un post del blog The Fire Arms: «In conclusione, come ho già detto in precedenza, Rofiq ha certamente capacità per le singole azioni e le necessità tattiche come la maggior parte dei giovani soldati in ogni esercito moderno. Ma gli manca il necessario processo decisionale tattico complessivo che viene fornito dall’essere un soldato esperto di fanteria, o un sottufficiale. Questo porta a credere che fosse un soldato di un esercito legittimo, sia russo o uzbeko, ma che ha abbandonato o lasciato prima di poter arrivare di addestramento tale per portare effettivamente gli uomini in battaglia».

Antonio Albanese