Il Cristianesimo in Siria è una specie in via d’estinzione

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CANADA – Toronto 09(08/2016. Il patriarca Ignazio Giuseppe III Younan della Chiesa siro cattolica di Antiochia ha accusato i paesi occidentali di aver abbandonato i loro principi e aver permesso agli estremisti islamici di massacrare i cristiani in Medio Oriente, perché sono accecati dalla sete di petrolio.

Secondo quanto riportato da l blog Crossmap del quotidiano The Christian Post, il Patriarca (nella foto) ha fatto queste dichiarazioni ad una riunione dei Cavalieri di Colombo a Toronto: «Dobbiamo capire che il totalitarismo sulla base del credo islamico è il peggiore tra tutti i sistemi di governo (…) la sopravvivenza stessa dei cristiani nella culla del cristianesimo è in pericolo «Perché dovremo chiederci lo Stato islamico o il suo nuovo Califfato aumenta la sua influenza e il suo territorio, quando un ricco paesi alleato continua a canalizzare finanziamenti e armi ai terroristi diffondendo odio e commettendo atrocità barbariche in nome di una religione?» ha detto, facendo riferimento all’Arabia Saudita. Ha poi attaccato direttamente i finanziamenti dell’Occidente ai gruppi siriani ribelli: «Noi, pastori della Chiesa, abbiamo avvertito gli occidentali che facevano finta di intervenire in siria in nome della democrazia, che fomentare la violenza avrebbe sicuramente portato ad una terribile guerra settaria perché sapevamo della complessa diversità religiosa ed etnica in Siria. Sapevamo che persone innocenti, soprattutto cristiani e minoranze, sarebbero stare le più colpite». Ma i paesi occidentali hanno ignorato gli avvertimenti della Chiesa e «oggi, la Siria è il posto più pericoloso del pianeta. Mezzo milione di cristiani se ne sono andati. Più di 140 chiese e antichi monasteri sono ormai sconsacrati, abbandonati o completamente distrutti. Due arcivescovi sono stati rapiti tre anni fa e la loro sorte è ancora sconosciuta. Il clero è stato distrutto. I civili usati come scudi umani (…)  Il wahabismo, la peggiore tra le visioni radicali, è in aumento e in diffusione. Tutto è come avevamo detto».  La politica occidentale di rovesciare regimi autocratici secolari ha provocato l’espulsione, ha detto il Patriarca, di «150mila cristiani, circa il 40 per cento di tutti i cristiani che vivono ancora in Iraq». Il patriarca ha accusato i leader occidentali di essere «ingenui e complici» di questa distruzione, motivata da paura e avidità; hanno ingenuamente preteso che l’Islam politico se ne stia tranquillo e hanno paura di agire con decisione quando diventa violento. Il cristianesimo in Medio Oriente è ormai «una specie in pericolo che potrebbe essere spazzata via per sempre».