Siria: con Trump basta aiuti ai ribelli e più sintonia con Mosca

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di Anna Lotti RUSSIA, Mosca 03/12/2016. La Russia è in costante contatto con gli Stati Uniti sulla Siria, entrambi i paesi hanno accordi precedentemente raggiunti che devono essere rispettati, ha detto nei giorni scorsi il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, ripreso da Ria Novosti: «Siamo in costante contatto. Abbiamo accordi che sono stati raggiunti prima di quanto sia possibile soddisfarli», ha detto il diplomatico russo in merito alla cooperazione tra Mosca e Washington sulla Siria, riporta anche la Tass. Trump ha già lasciato intendere che perseguirà una nuova politica in Siria, in cui rientra anche una più stretta cooperazione con la Russia contro lo Stato islamico, e la fine degli aiuti per i ribelli appoggiati dall’Occidente, giudicati come radicali. Si aprono quindi nuovi scenari per il teatro siriano e per quello del Golfo, a cascata, quando questa nuova politica diverrà operativa con la nuova amministrazione repubblicana.
Al Forum Internazionale Primakov Readings il 30 novembre, Vladimir Putin ha raccontato una recente conversazione telefonica con Donald Trump: «Abbiamo convenuto che occorre rivedere l’attuale cattivo stato delle relazioni Usa-Russia (…) Come ho detto, il nostro paese è pronto a fare una parte di strada (…) Mi piace credere che ci sarà la possibilità di migliorare le relazioni, importanti non solo per le popolazioni di entrambi i paesi, ma anche per la stabilità e la sicurezza internazionale».
Putin ha anche sottolineato la necessità di creare un unico, ampio fronte di lotta al terrorismo: «Purtroppo non si crea questo fronte, ma non c’è alternativa». Secondo il presidente russo, la risoluzione del conflitto in Medio Oriente è possibile solo attraverso la collaborazione efficace «di tutte le parti interessate e con l’influenza di attori internazionali».