SIRIA. Chi comanderà a Damasco dopo Bashar?

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È uscita la seconda puntata del documentario: The Procession of Light, video della durata di 56 minuti, in cui ISIS mostra la sua macchina della guerra: attentatori suicidi, cecchini e combattimenti in città. La peculiarità del video è l’età anagrafica degli attentatori: tutti adulti, diventati i veri protagonisti della battaglia. Sono padri di famiglia, mutilati di guerra, tutti pronti a morire per ISIS. Altro dato significativo è la “fotografia” ovvero l’uso di tecnica cinematografica per esaltare la figura del suicida. Tra le notizie che hanno occupato più spazio nella rete l’infografica dedicata agli attacchi alle chiese cristiane in Egitto: tre attentati compreso quello del dicembre 2016. Le infografiche sono state postate in tutte le lingue dello Sham.
Daesh ha pubblicato nell’infografica tre attacchi suicidi contro le chiese copte in Egitto, due dell’aprile 2017 e uno del dicembre 2016. Il Gruppo Liwaa al Thuwar ha condannato gli attacchi alle due chiese copte e ne ha approfittato per puntare il dito contro governo Al Sisi.  Anche i Fratelli Musulmani hanno condannato l’attacco contro le chiese copte di Tanta e Alessandria.
Postato poi un filmato in cui si minaccia Europa, America e Russia, della durata di 8 minuti. Nel video si vedono scene degli attentati in Francia, Belgio, Inghilterra, Russia, San Pietroburgo, Rostov.
L‘Iraq sta diventando, come previsto, un campo minato a largo raggio. Tra le città che ancora subiscono attentati da parte di ISIS: Ramadi, Ar Rubah; Samarra, Jallam. ISIS prosegue poi nelle sua azioni mirate nelle città “liberate” andando ad uccidere gli ufficiali e le loro famiglie. ISIS sostiene che è prossima a prendere Adhamiyah, quartiere di Baghdad: la zona è sotto attacco e nel mirino di ISIS da molto tempo.
ISIS continua anche ad attaccare Mosul Ovest dopo aver bloccato l’avanzata irachena. Gli americani avrebbero dichiarato che il momento è molto difficile.
La notizia che ha avuto più seguito per la Siria è l’utilizzo della base di Homs, Shayrat da parte dei russi e di Assad. Gli americani chiamati in causa hanno rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che non volevano distruggere la base ma impedire nuovi attacchi chimici.
E ironicamente soprattutto i qaedisti hanno commentato: “perché non hanno bombardato allora i depositi di armi chimiche? Di cui Assad non si è mai disfatto?”. Tra Russia e America sembra essere in atto un gioco di potere, perché gli USA vogliono un ruolo in questa “pace”, il cui piano sembra abbastanza definito: nord ai curdi, parte centrale ai ribelli e Turchia, zona sud ad Assad.
O a chi governerà della famiglia Assad; da molto tempo, dal 2014, si vocifera che la Francia stia lavorando per il rientro dello zio di Assad o per un suo figlio attualmente residenti in Francia.
Redazione
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