SIRIA. Caos monetario in Siria, mentre i prezzi salgono

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La stellina siriana è oramai una moneta che precipita di ora in ora. Soprattuto nel nordest siriano, zona teatro delle operazioni russo turche e siriane, la maggior parte dei negozi all’ingrosso ha chiuso e si astiene dal vendere, nella città di Jableh, nella campagna di Lattakia, a seguito del continuo crollo della valuta siriana. Si è registrata una impennata dei prezzi di frutta e verdura a nord di Aleppo a causa dell’aumento dei bombardamenti e della difficoltà di transitare su strade e mercati i costi saliranno sempre di più. 

A Damasco i prezzi delle materie e beni di prima necessità sono raddoppiati. Il governo è totalmente inerte e incapace di risolvere la questione. Il ministero degli Interni del governo siriano per tutta risposta ha minacciato di perseguire i media che riportano notizie sulla sterlina siriana e il rapporto con monete estere. 

Tra i prodotti di lusso come sempre ci sono lo zucchero, finito da qualche settimana nella smart card del governo, mentre il prezzo della carne è alle stelle nella zona di Damasco ed è un bene quasi impossibile da reperire; la Camera di commercio damascena ha affermato che il taglio da una sterlina non ha alcuna utilità nonostante campagna del governo e la Banca centrale siriana ha deciso la chiusura di 14 istituti di cambio nel paese. Continua, inoltre, la campagna contro gli uffici di cambio nella capitale siriana. A sostegno della sterlina siriana ad esempio 250 commercianti il 22 gennaio hanno proposto i loro prodotti per una lira. Mentre ad Azaz oramai è in circolo la moneta turca con cui si vende e compra il pane.  

I curdi si sono detti pronti a immettere moneta curda nei territori che controllano. Il nord e il nord est della Siria si trovano così a gestire tre cambi: siriano, curdo, turco. L’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale ha annunciato che inizierà a vendere tè, zucchero, riso, olio, latte per neonati e altri generi essenziali a prezzo ridotto. Il Governo di Salvezza Nazionale di Hts ha deciso di far vendere pane in dollari a Idlib. 

Graziella Giangiulio