SIRIA. Attacchi documentati contro ospedali moschee e scuole

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Amnesty International è intervenuta sul piano delle criticità umanitarie accusando le forze filo Assad di aver attaccato ospedali e case di cura nelle province di Idlib ed Hama prefigurando crimini contro l’umanità. Queste accuse giungono da Lynn Maalouf che dirige l’ufficio di Amnesty International per le ricerche sul Medio Oriente in Turchia. Secondo Maalouf fra il 5 ed l’11 maggio testimoni hanno riportato che l’attacco portato a strutture mediche ad Hass e Kafr Zita e che ora non sono più operative lasciando senza assistenza un bacino di circa 300mila utenti dell’area a nord di Hama. Sono stati riportati attacchi fatti da forze militari russe anche a scuole e moschee. Due settimane fa, un altro report parlava di almeno nove edifici religiosi danneggiati da bombardamenti aerei russi. 

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, OCHA, ha aggiornato le stime dei profughi nel nord del paese segnalando 6.600 famiglie in 34 distretti diversi fra l’area dell’Eufrate e le zone interessate dall’operazione “Olive Branch”. Come fatto anche dalle Nazioni Unite la settimana scorsa, l’OCHA chiede la Russia ed i suoi alleati nella regione di Idlib il cessate il fuoco a fronte di 492 civili uccisi ufficialmente confermati fra Febbraio ed il 20 Maggio. 

L’ONG “Human Rights Watch” ha dichiarato che l’intelligence di Damasco sta attaccando civili in maniera indiscriminata nelle aree in cui si sono conclusi patti di riconciliazione fra il governo e fazioni locali. Il tentativo di Assad sarebbe quello di limitare l’opposizione, nelle aree dove la guerra è sulla carta assente, tramite arresti e promesse vacue alla popolazione. 

Le dichiarazioni di “Human Rights Watch” sembrano trovare riscontro nei fatti di cronaca locale. Nel sud del paese a Sweida e Daraa la tensione è molto alta. Damasco conduce operazioni di reclutamento forzato fra i profughi nei campi ed alcune fasce della popolazione. Le brutalità commesse dai miliziani siriano hanno portato all’uccisione, nei giorni scorsi, di un giovane dopo le percosse subite. Oggi la rabbia popolare a Sweida non ha tardato a manifestarsi dopo che la richiesta di un’indagine ufficiale sull’accaduto al giovane non ha ricevuto risposte ufficiali. Sono seguite accuse al governo di aver falsificato i rapporti forensi sull’accaduto. 

Le milizie siriane fedeli a Damasco hanno stanno vietando l’uso dei motocicli sia a Sweida che a Daraa provocando disagi per chi si deve spostare per lavoro con l’intento di limitare la mobilità ad attivisti di fazioni locali. Nei giorni scorsi alcuni scontri a fuoco si erano svolti in città fra il SAA ed alcuni miliziani locali che probabilmente meditano di rompere il patto di riconciliazione con il regime.

Redazione