SIRIA. Ankara vende in UE l’olio siriano prodotto ad Afrin

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Il ministro degli Affari esteri iraniano, Javad Zarif, ha indicato che la soluzione politica della crisi siriana deve includere il ritiro di tutte le forze armate entrate in Siria illegalmente. 

Il leader della fazione araba delle SDF, le forze Al Sanadid, Hamidi Dham, ha visitato Damasco per discutere della possibilità di unirsi al SAA. Secondo quanto riferito, le SDF non erano a conoscenza dell’incontro. L’incontro di Hamid ha riportato in auge lo scontro interno tra Al Sanadid e SDF. L’incontro sarebbe stato mediato da leader delle PMU irachene Faleh al Fayad. 

Il SAA ha iniziato ad aumentare gli attacchi sulla zona di Idlib dopo l’accordo tra Turchia e Russia per misure decisive sull’area. Secondo account social locali, Daesh ha iniziato a creare nuovi gruppi delle forze speciali in Iraq e Siria, non tutti sono conosciuti dai locali, addestrati da Daesh per operare con funzioni speciali. Essenzialmente si tratta di modalità già viste in passato. Un esempio del passato ha fatto comunque il giro della rete in questi giorni: si tratta del gruppo “Point 11” creato a Raqqa, dal nome di una struttura basata su jihadisti stranieri e quindi distanti dalla popolazione. Il gruppo ha funzioni di operazioni speciali, un po’ come il Battaglione Battar libico dei primi tempi. 

Il gruppo Point 11 ha selezionato membri locali da Raqqa per poi specializzarli in interrogatori, pianificazione e realizzazione di operazioni speciali. Dopo la perdita di Raqqa hanno iniziato a spostarsi sull’Eufrate fino a Al Baghuz. È molto probabile che si tratti dei gruppi speciali creati anche in Iraq che continuano a portare attacchi verso le forze irachene. 

Il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, spera di coordinare gli sforzi con la Turchia per sviluppare cooperazione a Idlib, il cui fato sarà deciso da Putin e Erdogan. Per tale motivo Assad ha fatto intensificare i bombardamenti sull’area. L’Ambasciatore francese in Russia ha confermato che Parigi sta considerando il ritiro delle truppe dalla Siria. Sempre via social si apprende che l’occupazione del Cantone di Afrin e il suo auto-governo da parte dei ribelli inizia ad avere anche i primi sbocchi all’estero: la Turchia ha iniziato a vendere l’olio prodotto nel Cantone di Afrin in Europa. 

Redazione