SIRIA. Andati via i soldati USA, potrebbe arrivare la Blackwater

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Si stanno facendo un sacco di speculazioni negli Usa, dopo l’annuncio del ritiro da Siria e del ridimensionamento in Afghanistan dei contingenti americani, dell’utilizzo in queste aree di Private Military Company.

Si parla sopratutto dello zar del settore negli States, Erik Prince ex Ad della Blackwater. 

Simili appaltatori americani e occidentali negli ultimi anni hanno tratto vantaggio dall’operare ai margini e sotto l’egida della coalizione e delle operazioni militari della Nato in Iraq e Afghanistan; ma non in Siria. Inoltre, le Pmc occidentali devono affrontare la crescente concorrenza dei nuovi soggetti: le società russe come il Wagner Group, oggi presente in Siria.

A differenza dei ruoli di supporto e di sicurezza, gestiti dalle Pmc occidentali, i russi sono impegnati in azioni di combattimento. Le Pmc forniscono uomini per la forza di terra le cui vittime non sono conteggiate nei dati ufficiali di Berlino. 

Prince e i suoi alleati stanno conducendo una campagna di pubbliche relazioni per far accettare a Washington la sua presenza nella formazione e consulenza in Afghanistan ad esempio.

Prince ha lanciato la sua idea a maggio 2017, su The Wall Street Journal. Poi ad agosto su USA Today: dispiegare 5.500 contractor, come consulenti, insieme ad una forza aerea privata di 90 aerei; e infine a settembre 2018, su Military Times. Le recenti dei generali dalle posizioni nell’Amministrazione Trump starebbero favorendo la sua azione: James Mattis, HR McMaster e anche Rex Tillerson erano tutti contrari; ora sono fuori dai giochi.

Secondo quanto riporta Asia Times, «Erik Prince ha aspettato che Mattis e il generale Kelley se ne andassero, e sta per ripresentare il suo piano per l’Afghanistan al presidente (…) In precedenza, i generali avevano bloccato l’incontro».

Prince «lancerebbe un piano semplice, fondamentalmente (…) con 6.500 appaltatori (…) la Siria è ora un’opportunità migliore per dimostrare il concetto rispetto all’Afghanistan».

Infatti, il presidente afghano Ashraf Ghani si è opposto all’idea di Prince, di fatto azzerandola.

Luigi Medici