SIRIA. Ambulanze russe per combattere la pandemia di covid19

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Una nave da carico gestita dalla marina russa ha attraversato lo stretto del Bosforo turco in rotta verso la Siria martedì scorso, carica di ambulanze. La Siria ha segnalato il suo primo caso di coronavirus il 22 marzo dopo settimane di rifiuto delle accuse dell’opposizione che la malattia aveva già raggiunto un Paese con un sistema sanitario distrutto e migliaia di milizie iraniane.

La nave russa Dvinitsa-50, parte della flotta ausiliaria di Mosca, trasportava sul ponte almeno tre ambulanze militari e un container. Sullo sfondo del difficile accordo tra Turchia e Russia in Siria e delle crescenti emergenze nazionali dovute alla pandemia COVID-19, le navi da guerra russe continuano a passare a sud attraverso il Bosforo, riporta Reuters

Le forze russe in Siria hanno fatto affidamento sul Bosforo come importante via di rifornimento tra i loro porti di origine nel Mar Nero e la loro base a Tartus, in Siria. Il 22 marzo scorso ad esempio è transitata sul Bosforo verso sud in direzione di Tartus la Orsk (numero 148), una nave da sbarco della Classe Alligator, riporta Naval News. Questa nave da sbarco appartiene alla flotta russa del Mar Nero e ha già effettuato rifornimenti in Siriam è entrata in servizio nel 1968 ed è uno delle soli 4 della stessa classe rimaste ancora in servizio.

Per alcuni aspetti i movimenti delle navi di rifornimento pesante sono più significativi delle fregate e delle corvette che passano nello Stretto. Questo corridoio di rifornimento può rappresentare un veicolo per la diffusione del coronavirus. L’entità dell’esposizione della Russia al covid19 è oggetto di dibattito, con cifre ufficiali relativamente basse, solo 306 al 22 marzo. La Siria ha segnalato il suo primo caso, ma l’estensione della diffusione siriana può essere ipotizzata solo a causa dell’incerta situazione sul terreno.

La Russia, che ha fornito supporto militare al presidente Bashar al-Assad dal 2015, gestisce una base navale a Tartus in Siria e una base aerea a Latakia. L’esercito russo ha detto il 23 marzo che nessuno dei suoi militari ha contratto il coronavirus, riporta Tass.

Graziella Giangiulio