1979 – 2015: da Kabul a Damasco

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RUSSIA – Mosca 18/09/2015. La partecipazione delle forze armate russe alle operazioni militari in Siria accanto a quelle siriane, se fosse necessario, verrà preso in considerazione e discusso nel quadro dei contatti bilaterali tra le due nazioni.

Lo ha detto l’addetto stampa del presidente russo, Dmitry Peskov ripreso dall’agenzia Ria Novosti . Il titolare del ministero degli Esteri siriano aveva detto il 17 settembre che la leadership siriana potrebbe chiedere da Mosca che le forze armate russe partecipino alla lotta comune contro il terrorismo, se fosse necessario. «Se c’è un appello, nel quadro di contatti bilaterali e del dialogo bilaterale, naturalmente verrà discusso e considerato Al momento è difficile parlare per ipotesi», ha detto Peskov in conferenza stampa. Su una simile ipotesi si innesta l’allarme lanciato dall’intelligence russa relativamente al rischio terrorismo connesso al fenomeno dei migranti dal Medio Oriente. Il FSB infatti denuncia lìaggravamento della situazione e le conseguenze per Mosca. A lanciare l’allarme da Tashkent è il vice primo capo del Servizio federale di sicurezza, generale Sergey Smirnov. I servizi di sicurezza russi sono fortemente preoccupati per l’aumento del numero di profughi che dal Medio Oriente vanno verso l’Europa, perché potrebbero costituire una minaccia per la Russia: «Il rischio potenziale è grande», ha detto ai giornalisti il ​​18 settembre, a Tashkent, Smirnov, che poi ha aggiunto: «La preoccupazione esiste, noi siamo a margine del fenomeno, ma ci aspettiamo un peggioramento». «Lo Stato islamico potrebbe usare la crisi per destabilizzare la situazione ai confini meridionali della Russia» afferma l’ex ambasciatore indiano in Uzbekistan e Turchia, oggi editorialista per Asia Times, Melkulangara Bhadrakumar, «Potrebbe rafforzare la posizione dei terroristi attraverso una loro penetrazione in territorio russo, attraverso l’Asia centrale e il Caucaso settentrionale. Mosca definisce questa ipotesi una “linea rossa”; questo sviluppo rappresenta una minaccia significativa per le regioni russe con una popolazione a maggioranza musulmana. La serietà con cui la Russia percepisce la natura delle minacce alla sua sicurezza nazionale sottolinea la decisione del presidente Vladimir Putin per parlare all’Assemblea generale dell’Onu a New York, chiedendo la cooperazione internazionale nella lotta contro lo Stato islamico» ha detto Bhadrakumar.
Si andrebbe a ripetere così uno scenario simile a quello che portò all’intervento dell’Armata Rossa in Afghanistan nel 1979, ad esempio.