Quali gli obiettivi di Riad in Siria?

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LIBANO – Beirut 16/11/2013. Un interessante editoriale del direttore del quotidiano libanese al Akhbar, Ibrahim al – Amin, analizza la presenza saudita in Siria e i rischi connessi con il fondamentalismo islamico presente nella regione. 

L’Arabia Saudita ha chiesto agli Stati Uniti più tempo per favorire le posizioni dell’opposizione siriana, afferma il quotidiano.

L’eminenza grigia è il capo dell’intelligence saudita Bandar bin Sultan. « È un uomo senza anima o coscienza» scrive al-Amin «Vuole raggiungere il suo scopo a qualunque costo. Quando a Bandar fu dato il fascicolo della Siria pochi mesi fa, era d’accordo con  i servizi segreti americani, francesi e britannici , e con l’aiuto di Emirati e Giordania, doveva effettuare queste operazioni:

– Ristrutturare radicalmente l’esercito siriano libero e formare un “esercito nazionale”, di cui la Francia ha nominato comandante il generale disertore Manaf Tlass. I sauditi non hanno dovuto nemmeno opporsi, visto il coro di disapprovazione risuonato tra le fila dei gruppi armati dell’opposizione.

– Bandar aveva concordato con gli americani di isolare quelle forze che combattevano sotto la bandiera di al- Qaeda, e in cambio, ha ottenuto l’approvazione di Washington di sbarazzarsi delle milizie della Fratellanza musulmana, oltre ai gruppi armati autonomi, che i sauditi consideravano come agenti di Qatar e Turchia .

– Bandar ha convinto anche il re di Giordania a consentire la creazione di campi di addestramento vicino al confine siriano, con un passaggio sicuro per i combattenti dentro e fuori del suo regno. Ma Bandar non è riuscito a prevenire l’afflusso di elementi di al-Qaeda, fatto che ha causato grande preoccupazione a palazzo reale.

– Il capo dei servizi segreti saudita, in cooperazione con Washington e Parigi, è in procinto di costruire un esercito di 30mila combattenti, con molti uomini provenienti dai ranghi dell’Esercito dell’Islam, noto per avere legami con al – Qaeda e formazione anteriore ad al- Nusra.

– Bandar ha promosso anche l’arrivo di grandi spedizioni di armi che i comandanti sul terreno dicono dovrebbero bloccare i progressi dell’esercito siriano. Queste forniture includono razzi che permetteranno di colpire il cuore di Damasco assieme alla valle della Bekaa in Libano, cioè colpire Hezbollah nel sud.

– In Libano , il capo dei servizi segreti saudita sta cercando di ricollegare le zone libanesi, in particolare nel nord, nel territorio sotto il controllo dell’opposizione siriana appena oltre il confine. In un posto come Tripoli, questo significa rendere la città una zona off limits per l’esercito libanese, per una possibile pulizia etnica degli alawiti di Jabal Mohsen».