Siria nel caos, giura il nuovo governo Assad

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SIRIA – Damasco. 25/08/13. Mentre i giornali europei, e le agenzie di stampa inglesi e francesi, avvertono movimenti di truppe al confine son la Siria, la Giordania conferma il summit di 10 capi di stato militari per attaccare la Siria dalla Giordania (tra cui l’Italia). L’Iran dice che la Siria non ha bisogno di uomini e mezzi per combattere la sua guerra. Il Libano, il nord è in subbuglio con sunniti e sciiti pronti a esplodere di rabbia. E tutti si chiedono chi, come e in che modo sono state usate le armi chimiche. Assad oggi ha fatto prestare giuramento ai nuovo governo.

Un rimpasto che ha visto il giuramento di Malik Ali, Ministro dell’istruzione superiore, Orfali, Ministro dell’Economia e del Commercio Estero, Kamal al-Din Tohme, Ministro dell’Industria e Samir Ezzat giudice Amin e il ministro del Commercio e tutela dei consumatori Interno e Riad Yazigi Ministro del Turismo, Dott. Haseeb Elias diacono e ministro di Stato. Come a dire che tutto sommato quello che sta succedendo non è così grave. Basta un rimpasto. 

Sempre notizia di oggi Assad ha detto sì alla missioni delle Nazioni Unite per capire se è vero o no che si stanno usando armi chimiche e soprattutto chi le ha usate. I giornali fedeli ad Assad dicono che lui non ne avrebbe alcun motivo, sta vincendo a Damasco e soprattutto si tratta di civili siriani. Bombe per altro, dicono fonti siriane, poste tutte nei pressi del centro cittadino, troppo in vista in sostanza per essere usate, c’è di più i generali dell’esercito di Assad avrebbero trovato stabilimenti colmi di maschere anti gas e armi chimiche, in mano ai ribelli.

Di diverso parere i blog dei ribelli che dicono essere state usate dall’esercito del presidente.

I giornali fedeli ad Assad in Siria scrivono che Obama è un clone di Bush. Iran, Russia e Venzuela si schierano con Assad.

E dagli USA arriva la notizia che in Siria potrebbe ripresentarsi lo scenaraio del Kossovo degli anni ’90 dello scorso secolo. USA all’attacco senza il favore delle Nazioni Unite per il veto della Russia.

Nel frattempo ai confini con l’Iraq si sono ammassati 45.000 rifugiati provenienti dagli orrori della Siria.