Ucciso Imam uiguro

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CINA – Kashgar 31/07/2014. Jume Tahir, imam della più grande moschea cinese, figura che ha criticato gli attentati uiguri nel Xinjiang, è stato accoltellato a morte.

Jume Tahir, settant’anni, imam uiguro della moschea Id Kah di Kashgar, antica città sul percorso Via della Seta, nella regione dello Xinjiang, è stato accoltellato a morte davanti alla moschea, il 30 luglio. Riporta la notizia l’emittente Rfa. Tahir era anche il vice-presidente della Islamic China Association, sarebbe stato assassinato mentre stava tornando a casa dalla moschea di Id Kah, la più grande in Cina, vecchia di oltre 600 anni, che ospita migliaia di fedeli durante le preghiere del venerdì. Id Kah, infatti, occupa una superficie di 16.800 metri quadrati ed è stata costruita nel 1442. L’omicidio di Tahir si è verificato due giorni dopo i sanguinosi scontri scoppiati a Yarkand, nella contea di Kashgar, durante la festa di Eid al-Fitr che segna la fine del mese di Ramadan. Gruppi di uiguri hanno attaccato una stazione di polizia e uffici governativi nella città Elishku, e la polizia ha reagito sparando riporta Rfa. L’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha detto che i morti sono stati «decine» ma World Uyghur Congress ha affermato che il bilancio delle vittime potrebbe aver raggiunto «quasi quota 100». L’incidente di Yarkand è stato uno dei peggiori scontri nello Xinjiang dagli scontri tra uiguri e Han a Urumqi, capitale del Xinjiang nel 2009, in cui morirono quasi 200 morti. Tahir era stato sentito spesso nei media statali cinesi poiché molto critico delle violenze uigure nel Xinjiang, dove la minoranza musulmana lamenta di essere oggetto di repressione politica, culturale e religiosa.