Sinijar, Baath dietro Is

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Foto di Sinijar dai droni ISISIRAQ- Sinijar. 08/01/15. Da alcune settimane i riflettori si sono riaccesi su Sinjar, città che tutti dicono di aver conquistato, liberato, etc. In realtà si combatte, come a Kobani, come a Deir el Zor, come ad Aleppo, in Siria, oramai conquistata al 90% da IS.

Ci si chiede come mai Sinijar sia entrata elle “simpatie” di IS, è vero si trova vicino al confine con la Siria e non lontano da quello turco. Ma il reale motivo per cui si è deciso di issare la bandiera nera nel Sinijar è tutto politico. A sostenerlo è Mahmoud Karim sulla testata Bas news. «Il 25 aprile del 2003, dopo la caduta della struttura del regime di Saddam Hussein, abbiamo incontrato alcuni dei leader e membri del partito Baath nella zona Sinijar, la maggior parte dei quali residenti della città e dei suoi dintorni, una gran parte di loro erano insegnanti, dirigenti scolastici». I Baah all’epoca temevano ripercussioni, dopo tutto loro le avrebbero fatte. «L’idea della vendetta è calcificata nella cultura Baath». Il 9 Aprile 2003 dunque la data storica, quella dove lasciarsi il passato alle spalle e ripartire con progetti culturali comuni, con le speranze. E il partito Baah ha aderito, afferma Mahmoud Karim. Fu il tempo di deporre le armi dei partigiani di stabilire insieme a chi affidare le cariche istituzionali. Nel 1991 il presidente Massoud Barzani, e la leadership del Kurdistan ha approvato una amnistia anche per quei crimini commessi contro il popolo di coloro che sono stati chiamati Paljhouc, o Kordistani facendo così del Sinjiar un’oasi di libertà, progresso e prosperità. Una vita “pacifica” che è andata avanti per 10 anni. Ma ora siamo ritornati indietro. Si combatte, muoiono donne e bambini, vengono uccisi yazidi, cristiani, sunniti, sciiti si è ripreso con il progetto razziale dei Baath.
Dopo la caduta del regime baathista e di Saddam Hussein, scrive ancora l’analista di Bas News, in molte parti dell’Iraq, in particolare quel dove era fortemente attivo il partito Baath, sono nate le zone contese, un gruppo di città paesi e villaggi curdi che hanno sofferto per quasi mezzo secolo (dall’insediamento di Saddam Hussein in poi), per il processo di arabizzazione e poi hanno visto un altro brutto cambiamento. Ed ora nelle zone contese arriva Daash per completare quel processo neo-nazista, definisce l’analista, iniziato dai Baath, per portare a termine quello che i suoi organi di partito non avevano fatto, soprattutto sulla base di beneficiari. In fondo sono quadri importanti e specializzati intimidazioni e uccisioni, sfollamento (sicurezza, l’intelligenza e l’intelligenza e la sicurezza privata). La maggior parte degli ex quadri Baath puntano ad arabizzare le aree di Sinjar e Kirkuk e Zammar e Saadia e Jalawla, Khanaqin e la Piana di Ninive. «In queste aree IS (Daash) è stata più aspra nel trattare con la popolazione indigena, dove hanno ucciso migliaia di uomini e rapito migliaia di famiglie, donne e bambini, e ancora hanno fatto un commercio a basso costo e degradante contro la dottrina religiosa, morale e sociale, il tutto eseguito con il pretesto di espiazione o di islamizzazione, strappando un tessuto sociale che sarà molto difficile da ritessere». Secondo l’autore degli articoli su Bas News, dunque, Baath più Daash sono sinonimo di scuoiamento di popolazioni del Kurdistan. A Sinijar Daash ha commesso una delle più brutte atrocità: rapire migliaia di ragazze Alaesideat che ha poi venduto ad altre popolazioni locali. Con conseguente strappo significativo della coesione sociale. Oltre 150 famiglie sono state deportare dal centro della città, sfollati quasi centomila curdi yazidi e musulmani e sono stati messi nei campi di prigionia a sud e a nord del monte Sinijar, distrutti tutti i villaggi in cui abitavano, più di 135, su entrambi i lati del Monte Sinjar, a nord e a sud, compreso il contenuto di frutteti e fattorie e sorgenti d’acqua costruite tra il 1975 e il 1977. Daash ha riunito i leader e gli ufficiali Baath dell’ex regime di Saddam Hussein e dei gruppi di mercenari arabi e stranieri, oltre ai reggimenti di che producono loro campagna di fede baathisti già alla fine degli anni novanta del secolo scorso, con tutti i beneficiari di leggi arabizzazione che hanno perso i loro privilegi, dopo la caduta del regime, Daash completa ciò che era stato stabilito negli anni ’70, cercare di sterminare la popolazione indigena dei curdi Yezidi e musulmani, e lo spostamento di tutta la popolazione di Sinijar, più di un quarto di milione di persone che è fuggito nelle province del Kurdistan e in particolare alla provincia di Dohuk . Quello che è successo in Sinijar era riproducibile nella Piana di Ninive e nelle città e villaggi con i yazidi curdi, Shabak, cristiani, così come in un’area sempre in provincia di Ninive. Le implicazioni e la mentalità del partito Baath e di Saddam Hussein sono state copiate da Daash così come i comportamenti di retorica religiosa e politica. Poi hanno volto lo sguardo su Kirkuk e in molte altre città stanno seguendo lo stesso approccio. Mahmoud Karim sostiene che mentre ci si addentra per liberare Sinijar, o meglio quel che rimane dalle mani di Daash, si inciampa nelle decine di fosse comuni. Esse comprendono migliaia di bambini, giovani e anziani che sono stati uccisi barbaramente. Ma Kurdistan diverrà con sangue di quei martiri delle vittime un’oasi di pace, sicurezza e prosperità, e sarà Sinjar a cambiare il futuro Kurdistan un riscatto dopo la cessazione dei crimini delle classi Baath e neo-nazista Daash del terrorismo e del sottosviluppo.