Singapore osservatore permanente dell’Artico

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SINGAPORE – Singapore. 22/06/13. Come una città-stato situata a poco più di 100 km a nord dell’equatore può essere interessata a partecipare al Consiglio Artico (un forum internazionale che discute dei problemi dei governi artici e della popolazione del territorio)?

 

Eppure, una recente riunione del Consiglio dei Ministri ha deciso di candidare Singapore come Osservatore permanente al Consiglio Artico, insieme con Cina, Corea del sud, Giappone e India. Questo indica il crescente interesse dei paesi asiatici ai cambiamenti dell’Artico, ma mentre Cina, Corea del sud, Giappone e India hanno sempre manifestato la loro attenzione nelle scienze polari, sia in Antartide che  nelle stazioni di ricerca nell’arcipelago delle Svalbard, Singapore no. Una ricerca, pubblicata in Eurasia Review, sostiene che questo improvviso impegno nasce dall’interesse di Singapore negli affari marittimi mondiali, dovuti anche alle sue significative società di gestione dei porti e alle sue industrie di costruzioni delle navi. 

Singapore ha avuto un ruolo importante nella governance dei mari, in particolare come membro di lunga data dell’Organizzazione Marittima Internazionale (OMI). Esso afferma che la libertà di navigazione è fondamentale, i mari profondi sono patrimonio comune e occorre migliorare la cooperazione tra gli stati litorali e tutti gli utenti. Visto da questa prospettiva non stupisce che Singapore voglia seguire lo sviluppo del trasporto artico e voglia esplorare le risorse più da vicino; anche alcuni stati membri del Consiglio Artico hanno riconosciuto come attinente e legittima la candidatura del paese a membro permanente. 

Ma Singapore ha anche ambizioni economiche e politiche nella regione: lo sviluppo di settori chiave dell’industria domestica, il suo ruolo di porto strategico per gli scambi globali, la sua funzione di base di contratti offshore e di ingegneria navale e il suo compito di leader mondiale nella gestione dei porti. Una questione che preoccupa il paese è la nascita del Northern Sea Route’s (NSR), che potrebbe modificare il ruolo di porto strategico internazionale di Singapore;   i porti asiatici più settentrionali potrebbero beneficiare di un passaggio nell’Artico affidabile anziché transitare sullo stretto di Malacca molto trafficato, bypassando in questo modo Singapore. In più, le potenziali risorse del territorio artico potrebbero ridurre la domanda di energia dei paesi del nord est asiatico verso quelli dell’Asia orientale (e dunque di Singapore). Tuttavia, questa minaccia pare esagerata, in particolare nel breve periodo. Piuttosto, la costruzione del Northern Sea Route’s (NSR) potrebbe essere un’occasione per la PSA International, una delle più importanti aziende di Singapore, per costruire e gestire la nuova infrastruttura portuale. Altre imprese hanno già manifestato i loro interessi nell’Artico, ad esempio nel 2012 Keppel e ConocoPhillips hanno annunciato la loro intenzione di progettare congiuntamente un impianto all’avanguardia per l’offshore di perforazione nell’Artico.