Si allarga al Libano il fronte siriano

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LIBANO – Arsal. Venerdì 1 febbraio, l’esercito libanese ha perso due soldati, un sergente e un capitano, che facevano parte di una unità dell’intelligence militare libanese.

I due soldati sono morti durante uno scontro tra l’unità e fondamentalisti sunniti ad Arsal, vicino al confine con la Siria nella valle della Bekaa. Questo incidente conferma che il gruppo Jabhat al-Nusra opera ora in Libano, e che le attività del gruppo stanno per diventare pubblica. Jabhat al-Nusra (Fronte della vittoria del popolo di Siria) è un gruppo sunnita scaturito nel caos siriano alla fine del 2011. 

Fonti libanesi, avevano detto che la Direzione di intelligence dell’esercito libanese avesse ricevuto informazioni che Khalid Ahmed Hameed, leader del gruppo ricercato dalla magistratura libanese, fosse ad Arsal proveniente dalla Siria. Hameed è sospettato di aver rapito sette cittadini estoni nella Bekaa il 23 marzo 2011. Dopo averli tenuti prigionieri per 111 giorni, li ha liberati in circostanze misteriose a seguito di negoziati segreti tra le agenzie di sicurezza francesi e l’intelligence libanese, vicina all’ex primo ministro Saad Hariri.

Le fonti ufficiali libanesi hanno detto che Hameed è sospettato di essere uno dei vice di Hussein al-Hujairi, ritenuto la mente del sequestro. Il governo libanese ha anche ricevuto informazioni “occidentali”, aumentando la possibilità che Hameed sia legato alla rete jihadista di al-Qaeda in Iraq e a Jabhat al-Nusra in Siria.

Sulla base di queste informazioni, un’unità d’élite dell’Esercito è andata ad Arsal per tendergli un’imboscatae arrestarlo. L’operazione è stata interrotta da uno scontro a fuoco tra i soldati e il sospettato, rivelando così l’imboscata ai gruppi jihadisti presenti ad Arsal.

Dalle moschee della città è partito l’allarme e la richiesta di bloccare l’unità dell’esercito. In poco tempo, l’unità militare si è trovata circondata da centinaia di fondamentalisti e jihadisti. La sparatoria ha portato all’uccisione del sergente e del capitano e al ferimento di otto soldati.

Quello che è successo ad Arsal segna una svolta pericolosa negli scontri tra l’esercito libanese e le forze jihadiste sunnite. In primo luogo, le forze jihadiste oggi hanno una profondità strategica che fornisce loro supporto, forniture e rifugio. Questa profondità strategica è rappresentata dai gruppi sunniti che stanno combattendo contro Bashar al-Assad. In secondo luogo, l’area in cui l’incidente ha avuto luogo è geograficamente collegata a diverse zone “pericolose”, tra cui a Damasco e Homs, teatro in cui dovrebbe essere combattuta una futura guerra libano-siriana. E’ anche collegata alla linea di demarcazione tra sciiti pro-Hezbollah a Baalbek e Hermel e alcuni rifugi palestinesi.

L’incidente ha coinciso con una serie di crisi libanesi in cui è stato chiamato in causa un “risveglio” sunnita in Libano, a seguito degli eventi siriani.