Social Face-sex

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IRAQ – Baghdad 23/12/2013. La prostituzione corre sul social, in Iraq.

Facebook infatti si è riempita di pagine inerenti le prestazioni e i costi di tali servizi, subito diventaste popolarissime. Dall’agosto 2013 in poi, avverte As Safir, senza alcuna pubblicità, la pagina di Oum Salah, ad esempio, ha guadagnato più di 71.000 seguaci. Stante la rigida legge sulla morale prematrimoniale, il boom di simili pagine significa che la rigida morale islamica si sta diffondendo. In alcune pagine viene indicata la città in cui vivono le ragazze, mentre altre preferiscono fornire solo i numeri di telefono. Esistono anche le pagine dei “protettori” che forniscono ai clienti appuntamenti, come in tutti i mercati orientali, anche se i prezzi sono presenti e fissi, il servizio, de facto, analizzando le pagine, è soggetto a contrattazione. Durante i mesi in cui il sesso è considerato peccato, come il Ramadan e il Muharram, i prezzi diminuiscono a causa della bassa domanda e dell’alta offerta, seguendo le normali leggi di mercato. SI paga generalmente con carte di credito prepagate, che vengono richieste nelle pagine di commento alle foto pubblicate. Il costo di una notte può raggiungere i 100 dollari, più una cena elegante, whisky o un paio di bottiglie di birra per l’accompagnatrice.