SERVIZIO MILITARE. Il Marocco rimette la leva e la Serbia ci pensa

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Il Consiglio ministeriale del Marocco ha approvato un progetto di legge che ripristina, per la prima volta dal 2006, il servizio militare obbligatorio per i tutti i giovani, maschi e femmine. 

In una dichiarazione del Consiglio reale, ripresa da Reuters, si legge che: «Le donne e gli uomini di età compresa tra i 19 e i 25 anni sono obbligati a fare il servizio militare per 12 mesi». 

La legge stabilirà poi le esenzioni e i diritti e le responsabilità dei partecipanti al servizio militare, la dichiarazione ha detto: «Il servizio militare mira a promuovere il patriottismo tra i giovani, nel quadro della correlazione tra diritti e doveri della cittadinanza» prosegue il comunicato, ripreso da Reuters. Negli ultimi mesi in Marocco si sono svolte proteste dei giovani in zone economicamente emarginate come la regione del Rif settentrionale e la città orientale di Jerrada.

Quella marocchina non è l’unica realtà politica in cui si torna parlare di leva militare. Nell’Ue, dopo le polemiche in Germania e la recente proposta politica fatta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ora si registra il caso della Serbia. Anche Belgrado potrebbe reintrodurre il servizio militare obbligatorio, nove anni dopo averlo abolito, per contribuire a migliorare la prontezza al combattimento del suo esercito nei Balcani, dove le tensioni occasionalmente scoppiano, ha dichiarato il presidente Aleksandar Vucic.

Le forze armate della Serbia sono state pienamente professionalizzate nel 2011, ma rimangono scarsamente retribuite e attrezzate. La Serbia, che è candidata all’adesione all’Unione europea, ha mantenuto il servizio volontario e le unità di riserva. Vucic ha detto che Belgrado stava considerando la reintroduzione del servizio militare obbligatorio per un periodo compreso tra tre e sei mesi dopo il 2020: «Ci stiamo ancora pensando (…) Dipende dalle finanze», ha detto dalla base dell’aviazione di Batajnica, appena fuori Belgrado, il 21 agosto.

I giovani che hanno prestato servizio avrebbero un vantaggio nel trovare lavoro nel settore pubblico, ha aggiunto Vucic, senza però elaborare. I politici serbi hanno ripetutamente lanciato l’idea di reintrodurre la coscrizione, ma molti esperti militari dicono che sarebbe troppo costoso e che un così breve periodo di servizio contribuirebbe poco alle capacità di difesa del paese. Nel quadro del bilancio 2018, la Serbia ha stanziato 703 milioni di dollari, pari all’1,39% del prodotto interno lordo, per i suoi 40.000 militari, rispetto ai 693,8 milioni di dollari del 2017.

Maddalena Ingrao