I giornalisti non si inginocchiano

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SERBIA – Belgrado 22/12/2015. Centinaia di giornalisti si sono mobilitati in tutta la Serbia chiedendo che il Presidente del Consiglio mantenga la promessa di licenziare il suo ministro della Difesa, che ha recentemente fatto commenti sessisti a una giornalista.

Il premier Aleksandar Vucic aveva promesso due settimane fa, che avrebbe, infatti, sostituito Bratislav Gasic, che però è rimasto in carica. Gasic ha suscitato indignazione dopo una giornalista di B92 Television si era inginocchiata di fronte a lui per evitare di finire inquadrata e il ministro ha commentato: «Mi piacciono queste giornaliste che si inginocchiano così facilmente». Le proteste ha utilizzato lo slogan “I giornalisti non si inginocchiano” e si sono svolte in diverse città nella nottata del 21 dicembre. Gli organizzatori dicono che il fatto che Gasic sia rimasto in carica «mostra come i media vengono trattati in Serbia». Secondo B92 Television, circa 150 giornalisti si sono radunati davanti alla sede del governo di Belgrado per protestare contro la mancata rimozione di Gasic. Il presidente dell’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia Vukasin Obradovic ha detto che i giornalisti continueranno a manifestare fino a che Vucic non adempirà alla sua promessa, e ha detto che «se servisse, le proteste saranno organizzate ogni Lunedì». Il settimanale Vreme ha detto che «la professione giornalistica è un onorevole. Un fatto che dovrebbe sempre essere tenuto a mente». Ulteriori manifestazioni di protesta dei giornalisti si sono svolte in altre città in tutta la Serbia: Novi Sad, Nis, Kragujevac, Leskovac, Vranje, Bor. Nella protesta a Nis, i giornalisti protestavano non solo per la rimozione di Gasic ma anche per sottolineare i «seri problemi esistenziali che vivono i giornalisti che non hanno buoni sindacati, né le leggi atte a proteggerli», riporta B92, che prosegue che i giornalisti sono in parte da biasimare per la loro difficile situazione, visto che sono «scivolati nell’auto-censura e hanno permesso ai proprietari dei media di controllarli con bassi salari».