SERBIA. Armi russe per Belgrado

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Il 2 ottobre la Russia ha iniziato la prima consegna di sei Mikoyan Gurevich MiG-29 alla Serbia. Lo rivela l’agenzia russa Sputnik, citando fonti nella sfera della cooperazione militare-tecnica, ha detto l’agenzia russa. Il primo aereo da trasporto militare An-124, caricato con gli aerei da combattimento russi smontati, era stato programmato per decollare dall’aeroporto di Tretyakovo nella regione di Mosca, che è gestito dalla Russian Aircraft Corporation MiG, il 2 ottobre a mezzogiorno.

Tutti i sei gli aerei da caccia, che la Russia sta consegnando alla Serbia come assistenza tecnica militare, dovrebbero essere consegnati entro il 6 ottobre, specifica l’agenzia. Alla fine di dicembre 2016, l’allora primo ministro serbo Aleksandar Vucic e il ministro russo della Difesa Sergei Shoigu hanno concordato la consegna gratuita di sei aerei da caccia multiruolo Mikoyan MiG-29, 30 carri armati T-72 e 30 veicoli corazzati da ricognizione BRDM-2 alle forze di difesa serbe. Da allora, i due paesi hanno concordato tempi di consegna diversi, anche a fine anno. L’agenzia russa ha poi annunciato che, in base alle sue informazioni, l’aereo sarebbe stato presentato per la prima volta il 20 ottobre, durante la sfilata militare che segnerà l’anniversario della liberazione di Belgrado durante la Seconda guerra mondiale.

Le forze di difesa del paese presenteranno, poi, i piloti militari serbi dell’Air and Air Defense Force, che hanno ricevuto un addestramento supplementare in Russia; Sputnik aggiunge che non è stata resa nota la data del primo volo. L’assemblaggio dei jet da caccia sarà effettuato con l’assistenza di esperti russi. Alle cerimonie del 20 ottobre è stato invitato anche il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu; alla sfilata dovrebbe prendere parte anche il gruppo acrobatico russo Strizhi.

La Serbia ha bisogno di consegne di armi russe per aumentare significativamente la sua capacità di difesa, aveva detto in un’intervista a Sputnik agli inizi di luglio il presidente serbo, Aleksandar Vucic. Il presidente serbo sottolineò che la Serbia doveva potenziare la sua capacità di difesa per prevenire invasioni straniere, come era accaduto nel 1999, quando il paese è stato bombardato da una coalizione di Stati occidentali. «Oggi abbiamo tre o quattro MiG-29 e non ci sono aerei migliori per un combattimento ravvicinato. Quando doteremo il nostro esercito di radar e sistemi di difesa aerea, i cittadini si sentiranno sicuri. Per quanto riguarda l’industria militare, purtroppo le guerre vengono combattute ovunque e nei prossimi 20 anni saremo in grado di vendere tutto quello che produrremo» aveva detto Vucic.

Antonio Albanese