Secondo salvataggio per Dexia

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Francia e Belgio hanno deciso di immettere  5,5 miliardi di euro in Dexia, istituzione finanziaria già colpita da una profonda crisi un anno fa, dopo una nuova pesante perdita finanziaria e una pesante  svalutazione.

L’iniezione di denaro in Dexia, che aveva già ricevuto aiuti per 6,4 miliardi di euro nel 2008, rischia di compromettere gli sforzi di entrambi i paesi per contenere i loro deficit in un momento delicato nella zona euro. Il Belgio starebbe per contribuire con  2,92 miliardi, ossia il 53% del totale, la Francia dovrebbe fornire i restanti 2,59 miliardi di euro.

La mossa è stata annunciata poco prima che Dexia rilasciasse i dati del terzo trimestre 2012 che mostrano una perdita netta di 1,23 miliardi di euro, che portano le perdite dei primi nove mesi a 2, 39 miliardi di euro.

Come parte della transazione, i due governi hanno inoltre convenuto di regolare la ripartizione delle garanzie per coprire così i prestiti per Dexia. Il Belgio assumerebbe il 51,41% di queste garanzie e la Francia il 45,59%; contro le precedenti 60,5% (Belgio) e 36,5% (Francia ), il Lussemburgo continuerà a fornire il 3%. Le garanzie sarebbe limitate ad un massimo di 85 miliardi di euro, rispetto ai 90 concordati un anno fa. L’apporto di capitale richiede l’approvazione degli azionisti di Dexia, per la maggior parte francesi o enti pubblici belgi. Una parte dell’azionariato si chiede anche se le attività di Dexia debbano continuare.

Per l’intera operazione sarà anche necessaria l’autorizzazione della Commissione europea, che ha finora dato il via libera alle garanzie per un periodo limitato.