SDF a Juba fino a marzo 2017

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di Maddalena Ingrao GIAPPONE – Tokyo 26/10/2016. Il Giappone ha esteso la missione di pace delle sue Self-Defense Forces in Sud Sudan fino a marzo 2017. La decisone è avvenuta fra le polemiche derivanti dalla recente modifica legislativa sul ruolo dell’esercito, che per molti segna la fine del pacifismo presente nella Costituzione nipponica.

Dal 2012, Tokyo ha rinnovato periodicamente simili operazioni per l’invio di truppe nel paese africano, anche nel corso del conflitto, per aiutare nella costruzione di infrastrutture.

L’attuale missione si sarebbe conclusa il 31 novembre, ma il ministero della Difesa giapponese ha deciso di estendere la presenza delle sue truppe altri cinque mesi fino al 31 marzo 2017, ha detto il ministero in un comunicato pubblicato il 25 ottobre. Il nuovo contingente dovrebbe raggiungere Juba dal 20 novembre

Le nuove operazioni, tra cui la difesa attiva dei contingenti delle Nazioni Unite se attaccate e l’aiuto nelle operazioni di soccorso alle truppe delle Nazioni Unite se attaccate da forze ostili, fanno parte delle nuove funzioni che le truppe giapponesi possono svolgere a seguito della reinterpretazione della Costituzione adottata dall’attuale governo nel 2015.

La riforma è entrata in vigore a marzo 2016 dopo una serie di proteste di massa contro il Parlamento giapponese sulla base del fatto che la reinterpretazione della Costituzione mette fine al pacifismo di cui all’articolo 9 del testo.