Scontri tra turchi e curdi in Siria, dimenticata Isis

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ISIS nonostante perda terreno, alimenta i social con le notizie che mostrano efficienza e capacità belliche: come per esempio il potenziamento dei droni che colpiscono “il nemico”. Molte le foto e i video girati, in modo particolare contro i russi in Siria, dove secondo le testate locali siriane pro Assad, ci sarebbero stati dei morti e feriti, mezzi danneggiati o distrutti e anche un generale russo coinvolto. Due gli attacchi nell’area di Deir ez Zor. ISIS perde terreno ad al Bab ma ora la lotta è passata tra curdi e turchi. I turchi insieme ai ribelli invece di proseguire nella liberazione dei villaggi in mano a ISIS ora stanno puntando su Manbiji. Nonostante le minacce curde Erdogan è stato chiaro: non ci sono e non ci saranno alleanze con SDF (alleanza a maggioranza curda che sta combattendo anche con Assad e con gli USA a Raqqa e al Bab) e YPG (i curdi siriani) devono andarsene da Aleppo est. Insomma la Turchia dopo Jarablus vuole prendersi Manbij e continuare la sua espansione a sud.

Diversa la situazione a Damasco dove a scontrarsi sono i ribelli contro Assad in località Jobar. Così come a Latakia, dove ci sono scontri in corso. ISIS prende terreno a Daraa dove lo perdono i ribelli di Tahir al Sham, 31 morti in due giorni di cui 16 per taglio della testa. Situazione di conflitto anche a Homs, una di quelle città siriane fino a due mesi fa pacificata che ora vede aperti due diversi fronti: ISIS contro Assad nella zona di Palmira e degli impianti di Gas, e Ribelli di Tahir al Sham contro Assad nella zona del centro città. Tahir al Sham che ha già rifetito che non riconosce né i colloqui di Astana né quelli di Ginevra. Passando dalla Siria all’Iraq, ISIS ha mostrato la sua ferocia colpendo tre sedi della polizia federale attaccando tre diverse regioni: Ninive, Mosul, Salahuddin, Samarra, Diyala, Baquba. In tutti e tre i casi ISIS ha agito con attentati suicida, a Mosul ne ha compiuti due in successione  poi ha mandato la fanteria meccanizzata, nelle altre località, il 28 febbraio, ha compiuto un attentato seguiti sempre da fanteria meccanizzata. In questi attacchi non ha utilizzato i droni. Nel totale, rivendica ISIS ci sarebbero circa una 50 di morti. Si continua comunque a combattere nella zona dell’Aeroporto di Mosul e nella zona sud ovest della Città. Mentre a Samarra e Baquba dopo aver preso armi e mezzi, ISIS ha bruciato gli edifici e se ne è andata.

Redazione

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