Gli Ulema del Sahel contro la violenza

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ALGERIA – Algeri. Non solo i servizi di sicurezza devono occuparsi di contrastare il terrorismo, la lotta deve coinvolgere l’intera società civile per diffondere i concetti di  pace, tolleranza e rispetto per altri.


Questo concetto di una semplicità a dir poco disarmante è il centro del messaggio lanciato da studiosi, predicatori e imam che hanno attraversato la regione del Sahel per prendere parte alla fondazione della Lega degli Ulema del Sahel, svoltosi ad Algeri, città scelta come sede dell’istituzione.

Studiosi, predicatori e imam di Mali, Niger, Burkina Faso, Mauritania e Algeria si sono incontrati per studiare l’estremismo religioso musulmano, le sue cause e i modi per metterlo definitivamente a tacere. È solo il caso di accennare che pace, amore e tolleranza occupano uno spazio basilare nell’Islam.

I partecipanti al congresso di fondazione hanno apertamente attaccato gli estremisti religiosi e i seguaci del «pensiero distruttivo, recentemente diventato molto diffuso nella regione del Sahel e che ha offuscato l’immagine dell’Islam e dei musulmani».

I fondatori della Lega degli Ulema del Sahel prevedono di diffondere la cultura della tolleranza e della pace e del rifiuto dell’estremismo religioso in tutto il mondo musulmano. L’appello per l’unità religiosa e l’integrità territoriale e il rispetto per gli altri va contro la jihad per la «causa di Allah». La violenza ed il suo uso a fini religiosi sono state criticate dai partecipanti, che intendono dedicarsi a diffondere gli insegnamenti veri dell’Islam, proprio per contrastare l’estremismo religioso.

L’escalation dell’estremismo religioso, dimostrabile attraverso la diffusione di libri e sermoni di sedicenti giuristi e predicatori, è stata unanimemente denunciata dai partecipanti che hanno eletto l’imam nigeriano Abdou Daoud Bourima come capo della Lega degli Ulema del Sahel.

Questa istituzione, ufficialmente costituitasi il 6 febbraio ad Algeri, ha poi nominato l’imam algerino Youcef Mechri come vice. 

Mechri è stato nominato anche segretario generale della Lega, il cui ufficio comprende cinque membri – uno per ciascun Paese.

La lotta contro l’estremismo, che ha afflitto e affligge il mondo musulmano attraverso l’azione dei movimenti fondamentalisti, è l’obiettivo principale di questa struttura religiosa ed etica fin dal momento della sua nascita.

Tutte le religioni monoteiste, partecipi dello stesso Dio, dovrebbero mettere in guardia la società dal fanatismo religioso; purtroppo la regione del Sahel è diventato un ambiente ideale per la predicazione incendiaria degli estremisti, affermano i predicatori riuniti ad Algeri.

La “causa di Allah” è sostenuta da movimenti radicali, come il Movimento per l’Unità e la Jihad in Africa occidentale e al-Qaeda nel Maghreb islamico, sempre più in azione contro coloro che erroneamente vengono percepiti come “crociati”. Così facendo considerano che fare la guerra contro i crociati sia “halal”, o legale, continuano i partecipanti al congresso. Questo modo di pensare rigido, dogmatico, si è radicato tra i giovani della regione del Sahel.

I predicatori della Lega affermano che occorre combattere contro la mancanza di risorse, la povertà e l’instabilità politica, tornando al vero Islam basato sulla tolleranza e sul rispetto per gli altri. In questo contesto, il nigeriano Daoud ha lanciato uno scontro “religiosa” contro questi errati movimenti: «Solo la religione può mettere al bando i fanatici» ha ribadito lo sceicco Daoud.

Nella loro dichiarazione finale, i partecipanti hanno denunciato «la violenza, il fanatismo e l’estremismo (…) diffondendo una cultura di pace, tolleranza e convivenza con le altre religioni e le diverse comunità».