RUSSIA. Un cavillo legale aiuta il riciclaggio

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In Russia chi cerca di riciclare denaro starebbe sfruttando proprio gli ufficiali giudiziari del governo per trasferire il denaro sporco fuori dal paese.

Una scappatoia legale può aver già consentito a più di 16 miliardi di rubli, pari a 269 milioni di dollari, in fondi neri di essere inviati all’estero, riporta il quotidiano Kommersant.

Il sistema richiede che un giudice russo debba firmare un accordo di recupero crediti tra un cittadino russo o una società e un ente o un individuo al di fuori del paese.

Quando gli ufficiali giudiziari usano questa sentenza del tribunale per trasferire denaro da un “debitore” russo al suo “creditore” all’estero, le banche russe non sono in grado in grado di valutare adeguatamente l’affare.

La Banca centrale della Russia ha detto al Kommersant che questo mezzo gode della piena protezione della legge perché le banche russe e il servizio federale non sono in grado di mettere in discussione le decisioni di un tribunale.
Si spera ora di affrontare il problema, consentendo alle banche di rifiutare qualsiasi debito sospetto

Con questo trucco, più di 37 miliardi di rubli, cioè circa 624 milioni di dollari, sono stati trasferiti fuori dalla Russia come parte piani di rimborso del debito nel 2016.

In ogni caso, i pagamenti andavano da 400 milioni, 6,8 milioni di dollari, a 6 miliardi di rubli, 101 milioni di dollari. Il gioco quindi faceva leva anche sui tassi di cambio, in proposito la Banca centrale russa prevede di mantenere il livello del tasso di riferimento al 10%. In precedenza, il capo della Banca centrale russa Elvira Nabiullina aveva detto che il tasso poteva essere ridotto nel secondo trimestre del 2017.

In una dichiarazione, la Banca centrale dà un nuovo segnale, si dice che «il potenziale di riduzione nella prima metà dell’anno è diminuito». Allo stesso tempo, la Banca centrale ha detto che secondo il ministero delle Finanze le operazioni sui mercati valutari a rischio di inflazione non possono cominciare e che occorre mantenere una politica moderatamente stretta.

Anna Lotti