La guerra della frutta

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RUSSIA – Mosca 08/08/2014. La Russia il 7 agosto ha proibito tutte le importazioni di carne, pesce, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari provenienti da Stati Uniti, Unione Europea e molti altri paesi che hanno inflitto sanzioni a Mosca per il conflitto in Ucraina.

Simili misure sono un segnale che la Russia intende sostenere il confronto con l’Occidente arrivando a punti di tensione che non si vedevano dai tempi della Guerra Fredda. In un’altra mossa da Guerra fredda, il primo ministro Dmitry Medvedev ha anche detto sempre il 7 agosto che la Russia stava considerando il divieto di proibire il sorvolo dello spazio aereo russo alle compagnie aeree europee e statunitensi verso l’Asia. Una simile decisione farebbe aumentare i tempi di viaggio e i costi oltre che essere un passo indietro verso un epoca in cui gli aerei occidentali non potevano volare sopra l’Unione Sovietica. In Russia, la penuria di cibo potrebbe colpire non solo i centri urbani, in cui la classe media è abituata ad andare a fare la spesa in supermercati colmi di formaggi europei importati di alta qualità, pesce e salsicce. Gli analisti hanno avvertito che i prezzi degli alimentari potrebbero aumentare e che una vasta gamma di settori industriali russi, tra cui gli impianti di trasformazione alimentare, gli spedizionieri e i commercianti saranno colpito. Pagheranno le conseguenze di un simile bando, ad esempio, anche gli animali dello zoo di Mosca secondo il cui portavoce: la maggior parte del cibo dello zoo, infatti, viene importato e alcuni prodotti non saranno facili da sostituire. Il bando, immediatamente efficace e in vigore per un anno, è una risposta dura alle sanzioni dell’Ue e degli Stati Uniti imposte nella settimana precedente, che taglieranno il finanziamento alle grandi banche del paese, limiteranno le esportazioni di tecnologia per l’industria petrolifera e porranno fine alle importazioni russe nel settore difesa. Il divieto è esteso a tutte le carni, il pesce, e ai prodotti lattiero-caseari provenienti dagli Stati Uniti, dalle 28 nazioni Ue, Australia, Norvegia e Canada, ma non all’alcol. Nel 2013, le importazioni russe di prodotti agricoli statunitensi ammontano a circa 1 miliardo di dollari all’anno, mentre dall’Ue arrivavano a 15,8 miliardi di dollari; nelle importazioni sono inclusi cereali e altri prodotti grezzi utilizzati da 144 milioni di abitanti della Russia. Restano aperti per il mercato russo i canali di approvvigionamento da Asia, Turchia e Sud America col rischio di forti aumenti dei prezzi: si ritiene che i prezzi al consumo cresceranno del 2 per cento nel 2014 proprio a causa delle misure. All’impennata dei prezzi, potrebbe corrispondere un aumento del tasso di disoccupazione, vista la probabile e conseguente crisi del settore industriale alimentare che utilizza per gran parte materia prima proveniente da Usa e Ue.