RUSSIA. Trump sanziona e Xi se la gode

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La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, l’Iran e la Corea del Nord. 

In particolare, la legge prevede sanzioni nel settore della Difesa, dell’intelligence, dell’estrazione mineraria, della navigazione e delle ferrovie russe e limita le relazioni con le banche e le società energetiche russe, riporta Sputnik.

Gli Stati Uniti continueranno ad opporsi all’attuazione del progetto del gasdotto Nord Stream 2, citando il presunto impatto negativo che esercita sulla sicurezza energetica dell’Unione europea.

Gli esperti dicono che il disegno di legge potrebbe influenzare i cinque progetti congiunti russo-europei, tra cui Nord Stream, Nord Stream 2, Turkish Stream, Caspian Pipeline Consortium e Baltic Lng.

Ma comunque sia, le sanzioni avranno solo un effetto parziale sulla maggior parte dei progetti; le nuove sanzioni minacciano direttamente due progetti, Nord Stream 2 e la seconda parte del Turkish Stream. Di questi, potrebbe essere colpita la parte parte finanziaria, gli investimenti, dal momento che tutta la parte delle attrezzature è già stata ultimata.

In particolare, potrebbe soffrire Nord Stream 2, che ha una spesa complessiva di 9,5 miliardi di euro coperta da garanzie bancarie da parte dei partner occidentali di Gazprom. Inoltre, le sanzioni possono anche pregiudicare il lato tecnologico del progetto, incluse le opere di posa delle tubature perché solo poche aziende possono fare lavori sottomarini di posa e tutte queste aziende sono in Occidente.

Le nuove sanzioni statunitensi hanno ricevuto critiche serie dall’Unione europea, che si è impegnata a prendere contromisure per difendere i propri interessi, come ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Anche se Mosca prevede passi concreti da parte dei suoi partner europei, tra cui l’adozione di una legge che protegga le imprese europee dalle sanzioni statunitensi, o misure reattive, che potrebbero scatenare la reazione del sistema giudiziario statunitense. Ci sono però forti dubbi che Bruxelles andrà fino in fondo, sfidando le ambizioni globali di Washington.

Alcuni esperti russi suggeriscono che la Russia dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di attivare i suoi partner orientali, innanzitutto la Cina le cui aziende del settore energetico hanno molte delle tecnologie che hanno anche  le aziende occidentali.

Tuttavia, la questione sarebbe se le aziende cinesi vogliano investire in Russia.

La cooperazione tra la Russia e la Cina nel settore energetico sembrerebbe quindi molto promettente; l’energia è interesse prioritario per i cinesi. La maggior parte dei loro investimenti verso la Russia sono proprio nel settore dell’energia; ma allo stesso tempo, è chiaro che le aziende cinesi rischiano di cadere sotto la scure delle sanzioni del mercato statunitense che considerano molto più importante del mercato russo.

Graziella Giangiulio