Ratti cyborg da Mosca

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ITALIA – Roma 15/01/2016. La Russia intende utilizzare ratti potenziati ciberneticamente per la lotta al terrorismo.

Lo riportano da alcuni giorni una serie di testate russe e non russe, come Sputnik, Techworm e France Inter, definendola come una risorsa low price ma alta redditività nella lotta al terrorismo internazionale.
Una ricerca condotta in Russia, ha dimostrato che impiantando un microchip nel cervello di ratti, li si può trasformare in cyborg operativi in grado di infiltrarsi nelle strutture più inespugnabili.
I ratti possiedono un elevato senso dell’olfatto, un’estrema agilità, e notevoli capacità natatorie, doti che li renderebbero il soldato perfetto per infiltrarsi nei luoghi in cui è difficile entrare e raccogliere informazioni per contrastare nuove azioni terroristiche. Inoltre, grazie al chip impiantato, i ratti vedono amplificate alcune loro caratteristiche, permettendo al “conduttore” del roditore potenziato di rilevare le più piccole tracce di sostanze che il topo naturalmente avrebbe ignorato.
L’obiettivo primario degli scienziati russi è quello di stabilire una connessione tra gli impulsi cerebrali di un ratto ed gli odori che l’animale percepisce. Ci vorrà ancora molto tempo per i ratti siano ufficialmente (o non ufficialmente) schierati nella lotta al terrorismo, soprattutto perché il microchip deve ancora essere perfezionato. Inoltre, gli scienziati dovranno anche fare in modo che i segnali elettrici inviati al cervello dei ratti siano controllati per evitare uno shock elettrico che potrebbe uccidere gli animali.
Altro ostacolo è la naturale durata della vita di questi animali: ci vogliono circa due o tre mesi per addestrarli, mentre l’aspettativa di vita di un roditore supera appena un anno. Gli scienziati russi starebbero stanno cercando di ridurre drasticamente il tempo di addestramento degli animali, insieme al perfezionamento del microchip necessario per renderli vere spie.