RUSSIA. T90 a Baghdad. “Finché c’è guerra…”

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Il costo della campagna russa in Siria non supera la spesa prevista del ministero russo della Difesa per le missioni di addestramento al combattimento.

Il partito russo Yabloko aveva denunciato in precedenza che, secondo i suoi calcoli, la Russia potrebbe aver speso fino a 140 miliardi di rubli per le operazioni militari in Siria dall’inizio della campagna, avventa nel settembre 2015, riporta Sputnik.

Già in precedenza, il presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato che il costo della campagna russa in Siria era stimato a quasi 500 milioni di dollari ed era necessario e giustificato: «Naturalmente l’operazione militare in Siria ha richiesto determinati costi, ma la maggior parte di queste risorse del sono ministero della Difesa, circa 33 miliardi di rubli che erano già state inseriti nel bilancio del ministero per il 2015 per effettuare esercitazioni al combattimento» aveva detto Putin nel mese di marzo il 2016.

Ma non c’è solo Siria nell’agenda del Cremlino. L’esercito iracheno riceverà un grande lotto di carri armati T-90 grazie ad un accordo tra Mosca e Baghdad. Il quotidiano Izvestia, riporta l’annuncio dell’assistente presidenziale russo per la cooperazione tecnico-militare, Vladimir Kozhin: «un contratto significativo per un grosso lotto» di T-90 è stato firmato tra il governo iracheno e il produttore russo Uralvagonzavod.

La casa produttrice aveva annunciato che nel 2017 avrebbe esportato 73 tank T-90S e T-90SK all’esercito iracheno.

Il T-90, riporta Press Tv, è un serbatoio di combattimento russo di terza generazione costruito sul design del T-72 sovietico. È tra i carri armati più venduti al mondo e conosciuto per la sua potenza di fuoco, per una maggiore protezione e mobilità. È già in uso dalle forze armate indiane, algerine e azere; mentre Kuwait, Vietnam e Egitto hanno manifestato il loro forte interesse all’acquisto. 

Gli iracheni intendono rafforzare la propria flotta di carri armati M1A1 Abrams con i T-90. Un gran numero di carri armati M1A1 Abrams sono stati danneggiati nella guerra contro Daesh.

Anna Lotti