RUSSIA. Sta per nascere una nuova “cortina di ferro” digitale

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Gli utenti russi di internet e i media hanno avvertito di una nuova “cortina di ferro” online causata da nuovi e severi controlli che, secondo i critici, soffocheranno il dissenso. La rabbia è cresciuta nelle ultime settimane, e nelle ultime proteste, migliaia di persone sono scese per le strade di Mosca e di Voronezh e Khabarovsk per protestare contro i cambiamenti proposti. In tutti i casi si è trattato di manifestanti autorizzati, mentre solo a San Pietroburgo i manifestanti sono scesi in strada senza autorizzazione delle autorità.

La Duma a febbraio ha approvato una serie di misure che impongono controlli più rigorosi su Internet ritenuti necessari, secondo i parlamentari, per prevenire l’ingerenza straniera negli affari della Russia, riporta Abc.

I protestanti si sono radunati nella Prospekt Sakharova a Mosca; gli slogan più urlati sono stati “Giù le mani da Internet” e “No all’isolamento, Non bisogna mandare a pezzi internet in Russia”. Secondo la polizia di Mosca hanno partecipato 6.500 persone, ma altre stime riportano 15.000 manifestanti. Gli attivisti dell’opposizione hanno detto su Twitter che la polizia ha arrestato 15 persone al raduno di Mosca, confiscando loro striscioni e palloncini. La polizia però non ha annunciato alcun arresto.

Negli ultimi anni la Russia ha tentato di limitare le libertà di Internet bloccando l’accesso ad alcuni siti web e servizi di messaggistica come Telegram; il progetto di legge di febbraio è stato approvato dal parlamento russo in prima lettura sulle tre previste.

Il disegno di legge cerca di instradare il traffico web e i dati russi attraverso punti controllati dallo Stato e propone di costruire un sistema nazionale di nomi di dominio per consentire a Internet di continuare a funzionare anche se il paese fosse tagliato fuori dalle infrastrutture straniere. La seconda lettura è prevista per marzo e, se approvata, il disegno di legge dovrà essere approvato dal Senato e poi dal Presidente Vladimir Putin.

Questo tipo di legislazione fa parte di un’iniziativa per aumentare la “sovranità” russa sul suo segmento Internet. La Russia ha introdotto negli ultimi anni leggi su Internet più severe, che richiedono ai motori di ricerca di cancellare alcuni risultati di ricerca, servizi di messaggistica per condividere le chiavi di crittografia con i servizi di sicurezza e le reti social per memorizzare i dati personali degli utenti russi su server all’interno del paese.

Anna Lotti