RUSSIA. Si può aprire il domino dei Cieli Aperti

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A maggio, gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dal trattato sui Cieli Aperti, che consente i voli di ricognizione su circa 34 paesi partecipanti, a meno che la Russia non aderisca ai suoi termini. Mosca ha ripetutamente negato la violazione dell’accordo.

«Il Trattato sui Cieli Aperti potrebbe avere un “effetto domino” e cadere a pezzi se altri paesi seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e si ritireranno dall’accordo sotto la pressione di Washington», ha detto il 4 luglio il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, ripreso a Sputnik.

«Non vorrei che l’accordo Cieli aperti cadesse a pezzi. Ammettiamo che un “effetto domino” è possibile e che i Paesi che più zelantemente sostengono gli Stati Uniti, su varie questioni, possono prendere in considerazione tale possibilità sotto la pressione di Washington. Non ci piacerebbe, perché allora l’accordo inevitabilmente crollerà», ha detto Ryabkov.

Il diplomatico russo ha aggiunto che Mosca non si aspettava che Washington riconsiderasse la sua decisione di ritirarsi dal Trattato Cieli Aperti in occasione di una prossima conferenza che coinvolgerà i Paesi partecipanti. Ha sottolineato che la Russia non permetterà che la conferenza si trasformi in un forum per lanciare accuse infondate contro Mosca.

«Voglio richiamare l’attenzione su un punto importante. Il tema della conferenza, come è stato dichiarato e approvato, è la ricaduta della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato. Se qualcuno inizia a dare la colpa alla Russia per qualcosa, essa, a rigor di termini, si allontanerà dall’argomento … Non avremo paura di dare il nostro verdetto su chi cercherà di usare questa piattaforma per sollevare qualcosa di completamente artificioso, o in alcuni casi, fare stupide accuse contro la Russia», ha osservato Ryabkov.

Il Trattato Cieli Aperti è stato inizialmente firmato nel 1992 ed è entrato in vigore dieci anni dopo. L’accordo permette ai Paesi di effettuare voli di sorveglianza disarmati l’uno sull’altro, e 34 nazioni rimarranno parte del trattato dopo l’uscita di Washington.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto a maggio che Washington stava abbandonando il trattato e ha sostenuto che la Russia non era in conformità con l’accordo. Mosca ha ripetutamente ribattuto le accuse di Washington dicendo che avrebbe lavorato con gli Stati Uniti solo su base reciproca e non avrebbe accettato alcun ultimatum.

Anna Lotti