Il filo rosso tra Crimea e Kosovo

76

CRIMEA – Simferopol 26/10/2015. «La riunificazione della Crimea con la Russia ci dà la speranza che un giorno anche il Kosovo possa rientrare in Serbia», ha detto Sanda Raskovic Ivic, leader del Partito democratico serbo e fautrice di un riavvicinamento della Serbia alla Russia.

Riporta Sputnik che una delegazione di politici serbi del Blocco patriottico, che comprende il Partito Democratico e membri del Movimento Dveri, sta visitando la Crimea. Raskovic-Ivic (nella foto) ha poi detto che i membri della sua delegazione, composta da 8 persone, di cui fa parte anche il leader del Dveri, Bosko Obradovic, appoggiano la scelta dei residenti della Crimea di riunirsi alla Russia e insistere sulla richiesta di un referendum per decidere sullo status della Serbia nell’Ue.
Il 27 ottobre, i politici serbi incontreranno l’inviato presidenziale in Crimea, Oleg Belaventsev, Sergei Aksjonov e il presidente del parlamento di Crimea Vladimir Konstantinov. Raskovic Ivic, durante la sua permanenza a Yalta, ha sottolineato che nello stesso modo in cui la cristianizzazione della Russia è iniziata in Crimea, la cristianizzazione della Serbia è iniziata in Kosovo. Secondo il politico serbo, l’Occidente non vuole riconoscere il referendum di Crimea, e allo stesso modo è contro un referendum in Serbia: «La nostra visita ha due significati. Vogliamo esprimere sostegno al popolo russo e agli abitanti di Crimea che sono tornati nella loro patria storica. La sua riunificazione con la Russia ci dà la speranza che un giorno potremo riavere il Kosovo, la culla della nostra storia». Quando era guidato dal dell’ex primo Ministro Vojislav Kostunica, il Partito democratico serbo sedeva in parlamento; ma, alle elezioni del 2014, il partito non è riuscito a superare lo sbarramento del cinque per cento, divento una forza di opposizione extraparlamentare. Dal 2014, il partito è guidato da Raskovic Ivic, ambasciatrice serba in Italia nel periodo 2008-2011, presidente del Centro di coordinamento per il Kosovo e Metohija nel biennio 2005-2007. Il Movimento Dveri è un movimento conservatore antifascista; anch’esso non è riuscito a superare lo sbarramento del 5 per cento alle elezioni del 2012 e 2014.