RUSSIA. Riadh non sa se Mosca taglierà ancora la produzione di greggio

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L’Arabia Saudita sta avendo difficoltà a convincere la Russia a rimanere molto più a lungo nell’accordo Opec sul taglio della produzione di greggio; Mosca può accettare solo una proroga di tre mesi, secondo quanto riporta Reuters

Il ministro russo dell’Energia Alexander Novak ha detto alla sua controparte saudita Khalid al-Falih, a Baku, che non può garantire una proroga fino alla fine del 2019; Mosca potrebbe restare nell’accordo fino a settembre 2019, poiché è sotto troppa pressione interna. L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, la Russia e altri produttori non Opec, l’Opec+, hanno deciso a dicembre 2018 di ridurre l’offerta di petrolio di 1,2 milioni di barili al giorno dal 1° gennaio per sei mesi.

Al momento l’Opec+ non sa se potrà estendere il taglio della produzione e se Mosca sarà della partita fino alla fine e lo stesso dicasi per la permanenza dei russi. L’alleanza Opec+ è stata costituita nel 2017. Dal suo inizio, il prezzo del petrolio è raddoppiato fino a oltre 60 dollari al barile, principalmente come risultato di una serie di tagli alla produzione da parte dei suoi membri.

Se la Russia dovesse ritirarsi dall’ultimo accordo sulla riduzione della produzione, i prezzi del petrolio scenderebbero. L’Arabia Saudita e altri membri dell’Opec potrebbero essere costretti a prendere in considerazione la possibilità di continuare i tagli da soli, se la Russia decidesse di non rimanere.

Non era chiaro se la posizione dura della Russia fosse una tattica negoziale o una minaccia reale per uscire dall’accordo, dato che Novak deve affrontare una pressione crescente da parte delle compagnie petrolifere russe che non vogliono più limitare la loro produzione, hanno detto le fonti.  Igor Sechin, capo del gigante petrolifero russo Rosneft e alleato di Vladimir Putin, ha detto al presidente russo che l’accordo con l’Opec è una minaccia strategica e gioca a favore degli Stati Uniti, prosegue Reuters.

Il 28 marzo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto un aumento della produzione Opec per abbassare i prezzi del petrolio. Non c’è alcuna garanzia che Putin sosterrà il punto di vista di Sechin. Il presidente vede il patto con l’Opec come parte di un puzzle più grande che coinvolge il dialogo con il leader di fatto dell’Opec, l’Arabia Saudita, sulla Siria e su altre questioni geopolitiche.

L’Arabia Saudita vuole il petrolio a un minimo di 70 dollari al barile per le sue esigenze di bilancio, mentre Mosca ha bisogno di soli 55 dollari al barile per bilanciare i conti. Rimandata la riunione di aprile, la plenaria dell’organizzazione di Vienna, l’estensione dei tagli alla produzione verrà decisa a giugno.

Maddalena Ingroia