RUSSIA. Rappresaglia di sanzioni contro l’Occidente

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La Camera bassa del parlamento russo, la Duma, ha approvato un disegno di legge contro le sanzioni, volto a imporre ciò che i legislatori definiscono “dolorose” restrizioni commerciali agli Stati Uniti e ad altri Stati, definiti “ostili”.

Nella sua terza e ultima lettura, i legislatori hanno sostenuto che il disegno di legge ani-sanzioni è essenziale per salvaguardare la sicurezza e gli interessi della Russia. La legge dovrebbe passare facilmente nella Camera alta del parlamento russo ed essere firmata dal presidente Vladimir Putin.

La misura conferisce al leader russo un’ampia autorità per vietare le merci provenienti dagli Stati Uniti e da altri Stati che il Cremlino considera ostili alla Russia.

Tuttavia, la decisione di consentire al Cremlino di determinare quali prodotti sarebbero stati presi di mira rifletteva la preoccupazione che le proposte di un divieto assoluto sui prodotti americani – compresi i farmaci essenziali non prodotti nel paese, avrebbero danneggiato i consumatori e le imprese russe, riporta VoA. La legislazione è considerata come una risposta del Cremlino alle sanzioni comminate dagli Stati Uniti contro le principali società russe lo scorso aprile per quelle che la Casa Bianca ha ritenuto «attività russe maligne». La Casa Bianca ha colpito, ad esempio, alluminio e acciaio russo. Questa decisione ha indotto un altro movimento uguale e contrario: Mosca ha informato l’Organizzazione mondiale del commercio di voler imporre tariffe sull’alluminio e l’acciaio americano per compensare le perdite ad un costo di mezzo miliardo di dollari.

Negli ultimi due anni, Mosca e Washington si sono impegnate in una guerra condotta, fino ad ora, a colpi di sanzioni che non accenna a finire. La Duma sta preparando una seconda misura anti-sanzioni che imporrebbe responsabilità  penali contro le imprese e gli individui che rispettassero le sanzioni occidentali contro gli interessi economici russi.

Se venisse approvata, la legislazione potrebbe creare ulteriori trappole giuridiche a figure dell’opposizione come Alexey Navalny, che ha invitato i governi occidentali a inasprire le sanzioni contro il Cremlino.

Anna Lotti