I rischi artici di OSK Sever

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RUSSIA – Mosca 22/12/2014. Il nuovo comando strategico artico russo unificato, Obedinonnye Strategicheskoe Komandovanie – Osk, Sever (cioè Severnaya, Nord) è operativo dal 1° dicembre 2014.

È stato creato per rafforzare la sicurezza della vasta regione artica di confine e per proteggere i crescenti interessi russi nell’Artico. Osk Sever potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza nella regione artica?
Nell’ottobre 2013, Vladimir Putin aveva promesso di non mollare la presa della Russia sull’Artico e il ministero della Difesa russo aveva iniziato a elaborare un piano per proteggere gli interessi di Mosca nella regione.
Il primo passo di Osk Sever fu il trasferimento della Flotta del Nord dall’Osk Zapad (Ovest) a Osk Sever nel settembre 2014. Il ministero della Difesa russo annunciò che la Flotta del Nord e due brigate-artiche da guerra (9.000 soldati) avrebbero dato vita a Osk Sever. Entro la fine del 2017, visi sarebbero aggiunti assetti di aviazione e unità di difesa aerea.
Si tratta di un Comando strategico unificato, e non di un distretto militare come gli altri, ed è questo un dato interessante che va ben oltre la difesa delle vaste risorse naturali della regione.
Ulteriori indicazioni erano emerse nel marzo 2014, con il lancio di forze aviotrasportate d’elìte su Novosibirsk (Lenta.ru 2 ottobre). asettembre 2014, poi, il vice ministro della Difesa generale Dmitry Bulgakov, aveva detto che il nuovo comando artico avrebbe previsto il ritiro di parte della flotta da Osk Zapad (Voyenno-Promyshlennyy Kuryer – Corriere Militare-Industriale, 10 settembre).
Molte nuove installazioni militari saranno pronte nel 2015 e Osk Sever ha un budget più ampio e prioritario sugli altri comandi militari, operanti in uno schema di pace.
Severomorsk ospiterà il comando della Flotta delNord e comprenderà anche la 200° Brigata motorizzata di stanza a Pechenga nell’Oblast di Murmansk. Mosca ha già in programma di costruire 13 nuovi aeroporti militari e 10 siti radar nell’Artico, quasi a mantenere i confini della Russia serrati e quasi ermetici.
La presenza russa potrebbe scatenare una corsa alla presenza militare nella regione artica nei prossimi cinque-dieci anni: ogni paese difenderà i propri interessi nella regione artica, oltre a fornire sicurezza alle proprie navi, sia da guerra che civili, in particolare con l’apertura delle rotte marittime del nord, in cui vedremo passare un crescente numero di navi commerciali.
La Flotta russa del Nord ha il maggior numero di navi a propulsione nucleare della marina russa, inoltre, tra cui molti sottomarini.
Osk Sever sta quindi rapidamente diventando il comando militare più forte e più grande nella regione artica e il ministro della Difesa russa, Sergey Shoigu, ha confermato che l’esercito russo è pronto a ricevere eventuali ospiti indesiderati da nord ad est.
Gli altri quattro paesi della “Arctic Five”, di conseguenza, rafforzeranno la propria presenza nell’area: recenti affermazioni recenti fatte da Canada, Danimarca e Federazione russa alle Nazioni Unite chiaramente sono segnali di future controversie, mentre gli Stati Uniti che stanno prendendo la presidenza del Consiglio artico a partire dal 2015 fino al 2017.
I russi inizieranno a sfruttare le loro vaste risorse in un futuro assai prossimo, in quanto ritengono che una forte presenza militare possa dissuadere eventuali tentativi di rivendicare una parte della loro piattaforma terrestre e sottomarina.
In termini politici, i tempi per la creazione del nuovo comando sembrano legati ai processi politici delle Nazioni Unite sulla gestione del contenzioso tra le potenze artiche. Mosca ha presentato una richiesta alle Nazioni Unite per espandere il suo territorio artico di 1,2 milioni di chilometri quadrati. La Russia vuole preservare il suo interesse energetico a lungo termine nella regione artica e legittimare le sue pretese territoriali. La Nezavisimoye Voyennoye Obozreniye (Rivista Militare indipendente), il 28 novembre, stimava che tra i 60 campi petroliferi più importanti nella regione artica, 43 sono nel “settore russo” e per il Cremlino occorre creare misure di difesa per proteggere gli interessi della Russia.