RUSSIA. Non c’è nessun accordo sul nuovo START con gli USA

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La Russia sta respingendo le affermazioni statunitensi che le due parti hanno raggiunto un “accordo di principio” per estendere un nuovo trattato START, l’ultimo accordo sul controllo delle armi rimasto operativo, mettendo in dubbio che ci sarebbe stato un accordo solo 11 ore prima delle elezioni americane del 3 novembre.

Ore dopo che l’inviato americano per il controllo degli armamenti Marshall Billingslea ha detto che è stato raggiunto un “gentleman’s agreement” ai “più alti livelli” per congelare gli arsenali nucleari statunitensi e russi ed estendere il New START per un periodo non specificato, il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov lo ha contraddetto, dicendo che la proposta degli Stati Uniti era “inaccettabile” per Mosca, riporta Defense News.

«Se gli americani hanno bisogno di riferire ai loro superiori qualcosa su cui presumibilmente si sono accordati con la Federazione Russa prima delle loro elezioni, allora non lo otterranno», ha detto Ryabkov secondo RIA Novosti. Billingslea, il principale negoziatore statunitense, ha detto di aver concluso in anticipo gli incontri in Asia per incontrare Ryabkov perché era fiducioso di un accordo.

«È per questo che ho interrotto il mio viaggio in Asia e mi sono precipitato a Helsinki quando i russi hanno chiamato e volevano sedersi ad un incontro», ha detto Billingslea nel corso di un evento della Heritage Foundation. «E spero che quel tipo di gentleman’s agreement, quell’accordo che ritengo sia stato raggiunto, come ho detto, ai più alti livelli, dovrà alla fine filtrare attraverso il loro sistema, in modo che la mia controparte, si spera, sia autorizzata a negoziare».

Il nuovo START limita ogni paese a non più di 1.550 testate nucleari dispiegate e 700 missili e bombardieri dispiegati. Firmato nel 2010 dall’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dall’allora presidente russo Dmitry Medvedev, il patto scadrebbe il 5 febbraio 2021, ma prevede la possibilità di prorogarlo per altri cinque anni senza bisogno dell’approvazione dei parlamenti di entrambi i paesi. In precedenti negoziati, la squadra statunitense si è concentrata sull’obiettivo di far firmare alla Cina un nuovo patto multilaterale, ma Pechino si è rifiutata di parteciparvi. Da allora Billingslea ha detto che gli Stati Uniti avrebbero accettato il congelamento reciproco degli arsenali nucleari. Il 13 ottobre scorso, Ryabkov ha detto: «La posizione degli Stati Uniti a favore del congelamento ci è nota da tempo, è inaccettabile per noi. Non perché siamo contrari al congelamento, ma perché dobbiamo affrontare i problemi della stabilità strategica nel suo complesso».

Anna Lotti