RUSSIA. Mosca torna in Africa. Prepotentemente

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Russia e Ruanda stanno discutendo possibili forniture di sistemi di difesa aerea russi per la nazione africana, ha annunciato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, lo scorso 3 giugno. «Abbiamo una buona cooperazione nel settore della tecnologia militare. Le forze di sicurezza ruandesi, l’esercito, la polizia hanno i nostri elicotteri, automobili… armi leggere. Ora stiamo discutendo delle forniture di sistemi di difesa aerea» ha detto Lavrov in un incontro con la stampa, ripreso da Sputnik.

Lavrov si è occupato anche della cooperazione economica tra due paesi: «Abbiamo diversi progetti in corso di attuazione in particolari aree, in alcune di esse dovremo trasformare gli accordi in passi concreti. In particolare, mi riferisco al settore della cooperazione per l’uso pacifico dell’energia nucleare» ha detto Lavrov ma c’è interesse reciproco per lo sviluppo della cooperazione in settori quali l’agricoltura, la medicina, l’estrazione mineraria e l’esplorazione geologica. 

Secondo i dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), i partenariati russo-africani sono storicamente incentrati sulla vendita di armi, ci sono accordi documentati tra la Russia e almeno 30 nazioni africane. Sempre più spesso, la Russia ha cercato di concludere accordi al di là delle armi, tra cui accordi per estrarre minerali, fornire energia nucleare e rafforzare la propria influenza politica e culturale in Africa.

Questi sforzi potrebbero tradursi in voti favorevoli all’Onu, dove tre paesi africani sono ora nel Consiglio di Sicurezza. Le loro implicazioni potrebbero essere profonde, soprattutto con nuove opportunità di partenariato con la Cina e una strategia Usa-Africa che rimane ancora indefinita.

Prima del suo crollo, l’Unione Sovietica godeva di un’ampia presenza militare in Africa – legami storici che rafforzano gli sforzi della Russia per rafforzare la sua presenza nel continente. Nell’era della guerra fredda, l’Unione Sovietica aveva creato basi navali in tutta l’Africa, comprese strutture in Egitto, Etiopia, Angola, Libia e Tunisia; tutte smantellate quando l’Unione Sovietica è caduta, ma gli accordi militari sono proseguiti, riporta VoA

Tra il 1990 e il 2017, la Russia e l’Egitto, ad esempio, hanno concluso quasi 30 accordi sugli armamenti, principalmente per missili terra-aria e tecnologie connesse, perché ora la Russia è alla ricerca di partenariati che amplino i suoi interessi e ragioni.

La Russia ha bisogno di voti africani alle Nazioni Unite per raggiungere i suoi obiettivi più ampi; gli alleati in Africa potrebbero rendere tutto molto più semplice. Le 54 nazioni del continente hanno un peso considerevole in seno all’Assemblea generale e la Costa d’Avorio, la Guinea equatoriale e l’Etiopia occupano posti temporanei nel potente Consiglio di sicurezza. Inoltre, per i paesi africani con economie emergenti e governi autoritari, la Russia, come la Cina, rappresenta un partner attraente: disposto a impegnarsi, con poche regole o requisiti richiesti.

Anna Lotti